«Venezia è più vecchia di 200 anni»

A spostare le lancette è il ritrovamento di due noccioli di pesca sotto il pavimento di San Marco

VENEZIA. Venezia potrebbe essere più “vecchia” di circa duecento anni rispetto a quanto considerato, spostando indietro a una data compresa almeno tra il 650 e il 770 dopo Cristo la sua origine, che potrebbe però essere ancora più antica. A suggerire l’importante scoperta - di cui hanno dato notizia anche alcune importanti riviste scientifiche internazionali - sarebbe stato il ritrovamento sotto il pavimento a mosaico della Basilica di San Marco (dove si stanno portando avanti in questi mesi lavori di isolamento almeno parziale dalle acque alte) a oltre quattro metri di profondità, di due noccioli di pesca che risalirebbero appunto a quell’epoca.

A Venezia iniziano le ricerche della terza colonna, sub anche di notte
Le colonne di San Marco, con in cima il Leone (D) e la statua di San Teodoro (S), in piazzetta San Marco, Venezia, 31 gennaio 2011. I due monumenti presentano crepe e segni di sgretolamento lapideo, la soprintendenza ai Beni Storici e Monumentali avviera' il monitoraggio sulle colonne, anche se per il momento esclude pericoli di crollo. ANSA / ANDREA MEROLA

Sono stati gli archeologi della Colgate University di Hamilton, negli Stati Uniti, con in prima fila il professor Albert Ammerman, archeologo americano già noto per i suoi studi sulla Venezia delle origini a pubblicare sulla rivista Antiquity i risultati del loro studio in merito, riportati anche dal quotidiano La Stampa. Secondo il Chronicon Altinate, il primo insediamento a Rialto, risalirebbe al 25 marzo del 421 con la consacrazione della chiesa di San Giacometo sul Canal Grande. Studi più recenti hanno però dimostrato coma la chiesa realtina sia assai più tarda e che sia stata edificata intorno al 1100, lasciando così il primato di chiesa più antica a San Marco, consacrata nell'828 dopo Cristo, quando qui venne trasferito il corpo dell’Evangelista Marco, trafugato da Alessandria d’Egitto, secondo la leggenda, da due mercanti, Tribuno e Rustico, che volevano così salvarlo dalla possibile profanazione. I due noccioli di pesca ritrovati sotto San Marco sono stati sottoposti dagli archeologi americani alla datazione al carbonio 14, stabilendo così come siano di quasi due secoli più vecchi della prima Basilica marciana. Insieme ad essi sono stati ritrovati anche frammenti di ceramica e di metallo che secondo Ammermann proverebbero come già da tempo si stesse lavorando alla costruzione della città, interrando i canali per recuperare terra asciutta per edificarla.

Tra realtà e leggenda: il tesoro rosa inabissato in laguna
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 08.12.2016.- Colonne Marco e Todaro

Verso l’810 il governo del “doge” Angelo Participazio secondo la tradizione storica, si sposta da Malamocco e si insedia nella zona di Rivo Alto - o Rialto - al centro della laguna. È qui che per convenzione comincia la storia di Venezia, che potrebbe ora essere rivista. La scoperta è stata definita “da jackpot” dallo stesso coordinatore degli studi, il professor Ammerman e apre a nuovi approfondimenti. I primi abitanti della città di Venezia non possono essere considerati dei fuggiaschi come i loro antenati, ma avevano già sviluppato diverse attività sul mare. Molti di loro vivevano ancora della pesca e del commercio del sale, altri erano calafatari e carpentieri, ma i più facoltosi spingevano già i loro traffici al di fuori della laguna. Nelle isole lagunari vicino a Malamocco, il trasferimento della sede ducale dovette comportare un intensificarsi degli insediamenti. Nel 775-776 vi venne creata la sede vescovile di Olivolo. Durante il governo di Angelo Participazio (809-827) la sede ducale venne quindi trasferita da Malamocco alle meglio difese “Isole Realtine” (tra Rialto e San Marco). A quel punto furono costruiti il monastero di San Zaccaria, un primo palazzo ducale e la prima basilica di San Marco.

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