Puzza di marcio: colpa delle alghe in laguna

L'inverno troppo mite ha portato alla proliferazione di vari tipi di alga e ora l'improvviso alzarsi della temperatura le sta facendo marcire. Segnalazioni in tutta la terraferma a Nord Ovest e a Cavallino.
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, punta San Giuliano/ Livello della marea molto basso e formazione di isole di conchiglie coperte da alghe rendono quasi impossibile la navigazione
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, punta San Giuliano/ Livello della marea molto basso e formazione di isole di conchiglie coperte da alghe rendono quasi impossibile la navigazione
VENEZIA. Diciamo che non è il momento più romantico. Una puzza di marcio, odore acre per certi versi, sicuramente invasivo e che soprattutto sta attanagliando tutta la città.  Segnalazioni sono arrivate ai vigili del fuoco in più occasioni: molti credevano che si trattasse di fuoriuscite di gas da Porto Marghera. Di sicuro sia dal centro, le zone di via Piave a Mestre, a Carpenedo, Giare in molti si sono lamentati del forte e sgradevole odore.
Ma ampliando lo sguardo la stessa cosa sta succedendo a Altino e Cavallino, dove martedì alle 21 c’è stato un susseguirsi di chiamate ai carabinieri e ai vigili del fuoco tanto che è stata interessata anche l’Agenzia regionale protezione ambiente (Arpav) che ha eseguito delle misurazioni ed esami che saranno resi noti nei prossimi giorni.
Analoga chiamata ai vigili del fuoco per segnalare la presenza di schiuma superficiale e odori forti provenienti dal canale Pordelio nei pressi dei centro storico di Cavallino.
Una delle ipotesi più accreditate e meno preoccupanti fa riferimento a secche ed acque stagnanti dove alghe trovano immediata putrefazione dovuta agli aumenti di temperatura di questi giorni. Gli odori acri sarebbero dovuti alla particolare velocità del processo di putrefazione.
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, punta San Giuliano/ Livello della marea molto basso e formazione di isole di conchiglie coperte da alghe rendono quasi impossibile la navigazione
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, punta San Giuliano/ Livello della marea molto basso e formazione di isole di conchiglie coperte da alghe rendono quasi impossibile la navigazione
Da non sottovalutare poi l’invasione della laguna da parte delle alghe rigide e brune. Il nome di questa alga  è sargassum auticum e in questii periodi di basse maree si stacca dal fondo dove prolifera soprattutto in presenza di sassi e pietre, non sul fango e sui fondali sabbiosi. Si stacca viene in superficie, soffocando altre specie e causando anche problemi alla navigazione a remi e a motore. Ne sono state avvistate in quantità soprattutto in laguna Nord, alle Fondamente Nuove, canale di Tessera e Arsenale. 
 
Lo stesso per il ritorno della proliferazione della Ulva lactuca, l’alga a forma di insalata che aveva provocato l’emergenza ambientale negli anni Ottanta. Questa è prodotta invece dall’inquinamento e dall’abbondanza di fosforo nelle acque. 
 
Infine gli esperti sono preoccupati dal Mnemiopsis Leidyi, una sorta di medusa senza tentacoli avvistata in queste ultime settimane in colonie numerose dai biologi del Museo di Storia Naturale. Un piccolo animale trasparente, molto simile alla medusa ma senza tentacoli. Vorace di larve di pesci, sopravvissuto in laguna durante un inverno poco freddo, e adesso minaccia l’esplosione riproduttiva con l’aumento delle temperature.
Piante acquatiche ripopolano i fondali della laguna di Venezia
piante
Contro questa invasione di alghe "foreste" l'Università di Venezia aveva ottenuto ottimi risultati piantando le alghe fanerogame in vaste aree della laguna nord. Il lavoro era riuscito al punto che in poco tempo la qualità dell'acqua era passata da "scaesa" a "buona". Ora, però, l'inverno caldo e breve, le scarse precipitazioni e l'impennata delle temperature hanno favorito l'esplosione delle laghe più aggressive.
 
Paradossalmente a sentire più l'effetto degli odori delle alghe sono la zona a nord e ovest della laguna, quindi buona parte della terraferma. Questo, spiegano gli esperti dell'aeroporto di Tessera, è dovuto alla presenza di venti da Est-Sud-Est che quindi portano a Nord Ovest tutta l'aria della laguna che in questi giorni non è propio piacevole.
Venezia: moria di pesci, a causa delle alghe
Da ricordare che un'invasione e conseguente putrefazione di alghe era avvenuta nella primavera ed estate del 2013. Anche quella volta dopo un inverno mite la presenza delle alghe era letteralmente esplosa in laguna provocando una mancanza di ossigeno che aveva portato a una preoccupante morìa di pesce.
Tutti avevano cercato di capire le cause, preoccupati delle ripercussioni sull'ecosistema lagunare.
Il sindaco Orsoni avverte: «Chi raccoglie i pesci morti sarà punito»
Gli unici felici erano stati invece gli immigrati cinesi che avevano cominciato a raccogliere pesci e molluschi morti per mangiarli o rivenderli.
Si arrivò al punto che l'allora sindaco Orsoni dovette emettere un'ordinanza che vietava la raccolta.
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