Domenica di caldo, i turisti a Venezia si scatenano

VENEZIA. Quella che - secondo le previsioni meteo, confermate anche durante il giorno - doveva essere una giornata a forte rischio rovesci e temporali, anche con grandine, si è rivelata essere fino a sera una bellissima domenica di sole caldo, con temperature attorno al 29-30 gradi, che ha spinto molti turisti a sentirsi liberi di spogliarsi e fare un po’ come fossero al mare. Ma se è più che comprensibile e giusto che i bimbi giochino e si rinfreschino sotto lo zampillo dell’acqua della fontana di San Giacometto, meno lo è che un turista resti in bermuda da spiaggia e a petto nudo nel suo giro in gondola in Canal Grande, senza per altro che il gondoliere gli ricordi che a Venezia vige il divieto di girare senza maglietta, pena una sanzione di 50 euro.

«In effetti», commenta l’assessore al decoro Giorgio D’Este, «quel che colpisce è che a Venezia tutti si sentono in diritto di fare quello che a casa loro non si sognerebbero mai di fare: tuffarsi dai ponti, fare il bagno in canale, dormire per le strade più affollate in sacco a pelo, girare in costume per la città, stravaccarsi sui monumenti. A Venezia il senso civico di tanti viene meno».
Il caldo è caldo, per carità, ma quel che manca in troppi è quel minimo di compostezza che trasforma il legittimo bisogno di riposarsi all’ombra - anche se sedersi sulle Procuratie è peraltro vietato dal regolamento - in uno “stravaccarsi” senza alcun senso del limite: difficile, peraltro, vedere vigili che intervengano per richiamare all’ordine.

Ci penseranno i privati. A luglio, su iniziativa dell’Associazione Piazza San Marco, torneranno i “Guardians”: quindici ragazzi e ragazze, capaci di parlare le lingue più diffuse tra i turisti (russo e cinese comprese) per ricordare loro che Venezia non è un campeggio. Quindi, niente pic-nic accanto ai Leoncini, niente sudati torsi nudi al sole, ma anche l’invito a non comprare merce dai venditori abusivi. (r.d.r.)
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