Addio al senatore Gastone Angelin

Sotto la sua guida di segretario il PCI a Venezia, nel 1975, diventa il primo partito della città. Nato alla Giudecca, a 14 anni partecipò alla Resistenza. Il ricordo di Mognato: "Un esempio per due generazioni".
Un giovane Gastone Angelin (foto dal sito della Fondazione Pellicani)
Un giovane Gastone Angelin (foto dal sito della Fondazione Pellicani)

VENEZIA. Lutto nella sinistra venezia. L'ex deputato, di LeU, Michele Mognato ha annunciato la morte di Gastone Angelin, senatore dal 1979 al 1987. "La sua vita è stata un esempio per due generazioni. Già a 14 anni partecipa alla Resistenza, alla  Giudecca, dov’era nato. Aderisce alla gioventù comunista e da operaio inizia quel  percorso politico e sindacale  che lo porterà ad assumere i ruoli di segretario della FGCI, dei braccianti e dei metalmeccanici della CGIL fino a quello di segretario provinciale del PCI. È sotto la sua guida di segretario che il PCI a Venezia,  nel 1975, diventa il primo partito della città aprendo la stagione delle giunte di sinistra", ricorda con affetto Michele Mognato.

Gastone Angelin nel 1972, a Milano, al congresso del Pci interviene come segretario di Venezia
Gastone Angelin nel 1972, a Milano, al congresso del Pci interviene come segretario di Venezia

Angelin nel 1989 non condivide la svolta della Bolognina e aderisce a Rifondazione e poi al PdCI.

"Non si può ricordare Gastone senza nominare Giulia, la sua compagna di vita, sentimentale e politica. Una donna indimenticabile il cui lavoro in federazione, in quegli anni, fu prezioso e insostituibile, e andò molto al di là del suo ruolo esecutivo". E anche se le diverse scelte politiche li allontanarono, ricorda ancora Mognato, "la memoria e il cuore non cancellano uomini che come lui sono nati politicamente dalla Resistenza, hanno rischiato la vita per la conquista della libertà e sono stati protagonisti di lunghe stagioni di lotta, di battaglie per i diritti del mondo del lavoro". L'ultimo incontro e una lunga chiacchierata qualche settimana fa.

"Aspettavamo che le conseguenze del suo incidente domestico passassero per rivederci, ci eravamo dati appuntamento davanti a un bicchiere di vino, perché aveva tante altre storie legate alla sua scelta di vita, da raccontare, come il giorno che toccò a lui parlare prima di Enrico Berlinguer, nel 1975,  in una Piazza Ferretto troppo piccola per le migliaia di donne e uomini venuti ad ascoltare. Si emozionava ancora a ricordarlo. A sua figlia Anna un abbraccio".

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