A distanza di quasi 45 anni dall'inizio della causa, la Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza e ha riconosciuto che l'alluvione del 1966, pur avendo alterato lo stato dei luoghi, non aveva determinato, né dal punto di vista morfologico, né dal punto di vista funzionale, una modifica tale da far appartenere i beni privati al Demanio Marittimo, in quanto sottratti alle mareggiate e agli usi pubblici del mare.