Fantastica Bebe, oro paralimpico a Rio

VENEZIA. Alex Zanardi e Bebe Vio, il "vecchio" e la ragazzina, il Veneto che alle Paralimpiadi scrive due bellissime favole d’oro nello spazio di poche ore. In una giornata di grazia per i colori azzurri, che porta letteralmente una pioggia di medaglie all’Italia, tra cui il bronzo della sempiterna Francesca Porcellato, pure lei veneta.
E forse non finisce qui, dato che Alex nel ciclismo e Bebe nella scherma oggi hanno altre gare per vincere ancora e scrivere altre pagine leggendarie. Un oro alla prima gara e una forma strepitosa che fa presagire altri trionfi.
Il "miracolo", come Alex Zanardi definiva l'ipotesi di confermare i due ori e l'argento di Londra, si sta già avverando. L’ironman emiliano che abita e si allena a Noventa Padovana alle soglie dei 50 anni si conferma un campione speciale, battendo ancora tutti gli avversari, anche molto più giovani, nella durissima cronometro H5 sulla pista di Pontal. Speciale è anche la dedica: «La voglio fare a Gianmarco Tamberi, immagino cosa possa aver provato nel momento dell'infortunio». «Ha toccato il cuore di tutti con la sua storia, ma con queste parole è entrato dentro al mio e ci ha preso la residenza...», ha replicato a stretto giro l'azzurro del salto, mentre il premier, Matteo Renzi, ha dedicato un tweet a Zanardi, un "uomo e un atleta di cui tutta l'Italia è orgogliosa". «È stato durissimo gareggiare con questo caldo», ha detto Zanardi, «Alla mia età la voglia non basta, serve una programmazione e tanto lavoro. Alla fine credo di essere andato anche oltre quello che avevo programmato».
La sua gara nella cronometro H5 è stata quasi epica: partito per ultimo, Zanardi è transitato terzo al primo intermedio, poicon un finale incredibile ha superato per poco più di due secondi l'australiano Stuart Tripp, staccando più nettamente lo statunitense Sanchez. «Dove prendo tutta questa forza? Tante persone credono di aver già dato tutto e ancora non hanno tirato fuori il loro potenziale. Sono tre anni che ci do dentro e sono contento di essere riuscito a costruire qualcosa di speciale», ha detto ancora Zanardi.
In serata Beatrice Vio, veneziana di nascita e moglianese di residenza, per tutti solo Bebe, entra nella storia della scherma azzurra. Dopo aver dominato a livello europeo e mondiale, la campionessa ha ottenuto la consacrazione anche sul palcoscenico paralimpico, andando a vincere la medaglia d'oro nella sua specialità, il fioretto di categoria B.
Decisiva la vittoria, in finale, sulla cinese Zhou (15-7). In precedenza l'azzurra, dopo aver superato la fase preliminare, aveva sconfitto la polacca Makovska ai quarti per 15-6 e, in semifinale, la cinese Yao (15-1). «Non ci credo ancora, è un'emozione bellissima» dice Beatrice abbracciando il numero 1 del Cip, Luca Pancalli. «Bebe è un talento straordinario, ha una capacità di vincere facendo sembrare la cosa come la più naturale del mondo», ha ammesso poi lo stesso Pancalli, «ma dietro a questi successi c'è una programmazione seria, c'è un lavoro di anni per arrivare a questo appuntamento nella miglior forma possibile, fisica e mentale. Bebe è una delle migliori ambasciatrici del nostro movimento».
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