Venezia, l’analisi di Seno: «Senza un bomber è dura salvarsi»

L’ex calciatore e dirigente arancioneroverde fa il punto sul finale di campionato dei lagunari: «Le prestazioni ci sono, ma va data una sterzata. Decisivi i prossimi tre scontri diretti»

Giuseppe Malaguti
Il gol sbagliato da Yeboah nell'ultima gara persa col Bologna (Foto Interpress)
Il gol sbagliato da Yeboah nell'ultima gara persa col Bologna (Foto Interpress)

Andrea Seno è rimasto molto legato all’ambiente Venezia e segue con attenzione la squadra di Eusebio Di Francesco. Seno, 58 anni nato a Burano, ha giocato una stagione nel Venezia, campionato 1986-87. Da dirigente, invece, è stato responsabile dell’area tecnica arancioneroverde tra il 1999 e il 2011. Con la solita grande competenza ha fatto un’analisi generale del momento di Venezia.

Come vede la situazione del Venezia?

«La situazione del Venezia, ormai, è abbastanza chiara. Le prestazioni della squadra di Eusebio DI Francesco ci sono sempre state ed è una cosa evidente a tutti. Una squadra che praticamente non è mai andata sotto con nessun avversario fatto salvo un paio di volte. Ho visto un undici che in campo è molto attento e concentrato, anche fisicamente i giocatori stanno bene, questa cosa l'ho vista anche con il Bologna. Poi in Serie A se hai due-tre occasioni da rete a partita e davanti alla porta non fai gol, prima o dopo ti castigano. I numeri degli arancioneroverdi parlano chiaro, è la storia di questo campionato del Venezia. Nella massima serie se non hai uno davanti che ti fa 10/12 gol è dura salvarsi. Va comunque apprezzato il lavoro fatto e ci si consola considerando che le altre non corrono così tanto, ma va data una sterza con i 3 punti e allora sì che potrebbe cambiare tutto. Mancano sempre meno partite alla fine e non si può più aspettare».

Andrea Seno, responsabile dell'area tecnica del Venezia dal 1999 al 2011
Andrea Seno, responsabile dell'area tecnica del Venezia dal 1999 al 2011

Che futuro si profila per il Venezia?

«Prima ho parlato per quanto riguardava l’aspetto sportivo. Per il resto il club sta facendo un tragitto di risanamento. È stato fatto un lavoro ottimo sul piano dei conti. Sicuramente una eventuale retrocessione non è piacevole e non piace a nessuno. Ma se poi hai una continuità della società con una risalita quasi immediata e se hai soprattutto la capacità a livello economico di continuare a investire per un certo progetto ci può essere un futuro più roseo».

Cosa pensa della cessione di Joel Pohjanpalo?

«Pohjanpalo sta dimostrando a Palermo il suo valore. Sta cominciando a segnare con continuità. In Serie B ci sono giocatori che fanno la differenza. Il finlandese è uno di questi, mentre in A è tutta un’altra storia e fanno fatica. Non credo che la sua presenza in laguna, potesse cambiare il destino del Venezia».

Le prossime tre partite del Venezia, con Lecce, Monza ed Empoli, saranno decisive?

«Chiaramente saranno tre scontri diretti e delle partite decisive. I tre punti sono fondamentali, poi se li fai con una diretta concorrente valgono doppio. Alla fine di questo periodo, avremo un giudizio molto più dettagliato. Se il Venezia alla fine di questi 270 minuti non dovesse portare a casa un buon bottino le speranze sarebbero davvero poche».

Cosa ha detto la Serie A dopo 30 partite di campionato?

«Secondo me si è alzata notevolmente la qualità del campionato. L’Inter è la squadra più forte, se non dovesse vincere lo scudetto è perché ha il doppio impegno di Coppa Italia con il Milan e la Champions League. Questo porta via energia fisiche e mentali. Il Napoli sta facendo benissimo. Poi c’è una bellissima corsa alla zona Champions dove si è alzata la qualità con l’inserimento dell’ottimo Bologna, la Roma di Ranieri che viene da sette vittorie consecutive, la Fiorentina che in Kean sta trovando un grande interprete, e la Lazio che sta facendo una grande stagione. Per quanto riguarda dietro, è una lotta accesissima che tiene vivo l’interesse di tante squadre fino all’ultima giornata».

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