Dainese-Milan: l’alta velocità c’è anche a Nord Est
Volata decisa a favore del padovano sul friulano per 6,7 millesimi. E giovedì tornano le montagne

CAORLE. L’altro giorno avevamo titolato questo racconto del Giro “Montagne a Nord Est”. Da oggi fino a sabato le salite saranno protagoniste, infatti, di questa coda di corsa rosa. Nella tappa di Palafavera, la parola passerà alla maglia rosa Geraint Thomas (Ineos) e agli altri, intanto ieri a Caorle è andato in scena il docufilm “L’alta velocità del Nord Est”, roba buona che diverte e soprattutto dà speranza al ciclismo italiano: primo Alberto Dainese, velocista padovano della Dsm, 25 anni un anno fa vincitore a Reggio Emilia. Secondo: il solito Jonathan Milan (22 anni) friulano della Bahrain Victorious.
Solito perché in questo Giro la maglia ciclamino ha vinto la prima volata al debutto nella corsa rosa a San Salvo, nel secondo giorno di gara, poi è arrivato quattro volte secondo.
Per questo, una volta tagliato il traguardo, dopo la solita rimonta partendo da una posizione che più dietro non si può, era furibondo sul rettilineo di Caorle. In quanto ha potenza è il migliore, ma...
«Gaviria è entrato duro nell’ultima curva, ci ha sbilanciati tutti, – ha detto il campione olimpico di Tokyo 2021 col quartetto – a quel punto ho cercato di rimontare da dietro ma non sono riuscito a dare il giusto colpo di reni. Soddisfatto? No, volevo vincere perché al traguardo, dalla Germania, è arrivata la mia fidanzata Samira, avrei voluto dedicarle la tappa, ora spero di tirare dritto nelle due tappe di montagna, fare bene la crono a casa mia in Friuli e poi arrivare a Roma in maglia ciclamino». Sulla riga del traguardo con Dainese e Milan (differenza al fotofinish, 6,7 millesimi), loro sì alta velocità in attesa che arrivi da Udine, Trieste e Treviso a Venezia, è piombato anche l’australiano Michael Matthews (Jayco), poi dietro altre belle notizie per il ciclismo italiano, che ha pur sempre Damiano Caruso (Bahrain) quarto nella generale, e per il momento che sta vivendo l’Italbici, non è poca cosa.
Niccolò Bonifazio (Intermarché) e Simone Consonni (Cofidis) anticipano Fernando Gaviria (Movistar), quello accusato da Milan di una preparazione allo sprint, diciamo così, border-line. Ah, Andrea Pasqualon (pesce pilota di Milan) 7° e Stefano Oldani (Alpecin) 9° completano una gran giornata per le ruote veloci italiche.
Ma il capolavoro l’ha fatto Dainese. In più puntate. La prima: a Bergamo con tutte quelle salite il padovano domenica si era superato perché, alle prese con un virus intestinale, aveva tirato fuori tutte le energie per arrivare dentro il tempo massimo. Signori, provate voi a farvi duecento km a quaranta all’ora di media in quelle condizioni, magari riuscirci, riposare il lunedì e poi affrontare un tappone come quella del Bondone di martedì da 5.200 metri di dislivello, soffrire ancora le pene dell’inferno e arrivare ancora dentro
Dopo queste premesse, per il talento ex campione d’Europa under 23 ma spesso messo addirittura a tirare le volate agli altri nel suo team, deve essere sembrato un gioco a Caorle sprintare per un successo. «Sono riuscito a recuperare su Matthews – spiega – poi ho visto Jonny arrivare e pensavo di essere secondo. Mi sono schiacciato il più possibile sul manubrio per cercare di batterlo, ho temuto di aver perso, poi al fotofinish ho fatto scattare tutta la mia gioia».
Il podio è una festa, come lo era stata sul percorso della tappa. Il finale? Il Governatore del Veneto, Luca Zaia aveva puntato forte sull’effetto “televisione” per veicolare in tutto il mondo le immagini del litorale veneto.
Beh, solo il passaggio sul ponte di barche di Cortellazzo sul Piave, imbandierato di tricolori il giorno del 24 maggio, anniversario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, e con la Fanfara dei Bersaglieri, valeva la candela.
Zaia premia sul podio, Dainese lancia il bouquet a una ragazza che si sbraccia. È la fidanzata Silvia. Poi stappa la boccia di Prosecco Astoria, per restare a un marchio di queste parti, e indica più volte una persona tra il pubblico. Bottiglia consegnata. Ci avviciniamo. Piange. È papà Giovanni. Ingegnere e insegnante al Liceo Barbarigo di Padova. «Domenica doveva ritirarsi invece»...Ha fatto un capolavoro.
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