Venezia, la carica dei 100mila turisti

VENEZIA. Il giorno di Pasqua Venezia ha sopportato un carico di quasi 100 mila persone.

E' questa la stima del comandante della polizia locale Marco Agostini: "Abbiamo chiuso i parcheggi, dal Garage San Marco a quelli del Tronchetto e deviato i flussi a Mestre".
Nel tardo pomeriggio il bilancio era quindi di una giornata tranquilla, ma bella piena.
Pienone anche sulle coste, ma il lunedì di Pasquetta il meteo potrebbe fare brutti scherzi.

Tuffi a Rialto, area marciana senza nessuno spazio pubblico per una sosta, ingorghi di lancioni in Riva degli Schiavoni e Canal Grande sempre più simile a un’autostrada.

Anche quest’anno la fragilità della città è messa a dura prova da una marea di visitatori. Giornate da bollino nero con tanti veneziani che sono fuggiti dall’isola, ma altrettanti turisti che invece sono arrivati.
Potenziati i trasporti pubblici: l’Actv ha organizzato 70 corse bis della navigazione, 25 degli autobus.


Gondole, taxi, vaporetti, barche e trasportatori. In questi giorni Canal Grande è un’autostrada dove i mezzi avanzano a slalom. In alcuni canali si vedono file di gondole che avanzano, ma non appena si arriva in BAcino o in Canal Grande sembra di arrivare in una vera e propria statale.
DEGRADO
Rialto fuori controllo dopo l’una di notte. Negli ultimi due giorni si sono registrati già tre tuffi, uno dal Ponte e gli altri due dall’imbarcadero della Linea 2.
«Se si inizia già così adesso, cosa ci dobbiamo aspettare quest’estate?» commentano i veneziani che abitano nell’area realtina e che hanno immortalato quello che chiamano ormai far west: «Non è bastato già un morto (il neozelandese che si era tuffato finendo su un taxi, ndr)? Vogliamo vederne un altro?».
Venerdì sera due inglesi ubriachi fradici erano tranquillamente seduti nell’imbarcadero del vaporetto 2, con le gambe a penzoloni, incuranti della possibilità che potesse arrivare un mezzo. Uno rideva a crepapelle, l’altro biascicava qualche parole. Entrambi avevano un tasso alcolico elevato nel sangue. Chi era sul posto racconta che a un certo punto si sono alzati, si sono spogliati e... splash, un bel tuffo in Canal Grande. «Dopo l’una di notte non c’è più nessuno che passa» prosegue chi abita e lavora nei paraggi «Non capiamo perché non ci possa essere un vigile in pianta stabile o perché non vengano utilizzate le telecamere per identificare chi mette in pericolo se stesso e gli altri».
Stessa scena sabato sera. Questa volta la polizia è stata chiamata, ma quando è arrivata ha trovato solo una pozza di acqua. Era questa l’unica traccia di chi aveva fatto in tempo a risalire per poi scappare. In questo caso il tuffo è stato proprio dal Ponte, con tanto di spettatori che con il telefonino riprendevano la scena e che sono scappati quando hanno capito che stava arrivando la polizia. —
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