Funerale di Venezia ora le firme

Venessia.com: «Subito 3 mila adesioni». Salvadori: «E’ amore verso la città»
E’ stato un funerale soprattutto mediatico, oltre che goliardico e carnevalesco. Quindi? «Molto bene - risponde Matteo Secchi di Venessia.com - perfettamente in linea con uno dei nostri obiettivi: far parlare di Venezia e dei suoi problemi il più possibile, sia a livello nazionale che internazionale». A esequie celebrate, però, bisogna pensare ad un da farsi il più concreto possibile. Sia per dare un senso alla manifestazione, sia per venire a capo, davvero, del tanto agognato problema-spopolamento.


Occhi puntanti sulla nuova amministrazione che, nel giro di pochi mesi, non sarà più un fantasma: «I colori e le bandiere non ci interessano- dice Secchi- siamo partiti ieri con la raccolta firme per nuovi aspiranti veneziani e contiamo di arrivare ad almeno 3 mila adesioni da consegnare ai nuovi amministratori». Come dire che il primo problema al quale dovranno dedicarsi sarà quello della residenza, con corredo di prezzi immobiliari troppo alti e costo della vita alle stelle. Il messaggio dello storico Alvise Zorzi è secco: «Dicono che lo spopolamento di Venezia è un falso problema perché si tratta di un centro storico, cioè di un quartiere di una città della quale fanno parte anche Mestre e Marghera più dintorni. Questa è la gran balla con la quale i comunistelli da sagrestia degli anni Cinquanta- attacca- hanno lasciato andare per il suo verso lo spopolamento, dicendo che si trattava di un travaso di popolazione da un quartiere ad un altro».


E conclude: «Quando si capirà che Venezia insulare non è un quartiere ma una città, e come tale va considerata, si potrà pensare ad una politica meno rassegnata nei confronti del problema». Il figlio Pieralvise Zorzi si associa: «E’ fondamentale che a Venezia si ragioni su un sistema economico e sociale indipendente per garantire ai cittadini l’alta qualità della vita che solo questa città può offrire». L’assessore al Decoro Augusto Salvadori non dice se l’idea del funerale sia stata positiva oppure no: «Si è trattato di una protesta- dice- che, a mio parere, è nata da un atto di amore per Venezia. La forma scelta può essere discutibile- aggiunge- non tutti possono condividerla ma ognuno è libero di manifestare come crede e per i motivi che ritiene validi».


«Ho mandato le mie condoglianze- racconta invece Maurizio Agosti, attore e show-man di numerosi carnevali veneziani- l’idea del funerale è stata bella. Ironica, goliardica ma profondamente seria. Non possiamo vivere di souvenir-aggiunge- se continua così sarà un disastro per i residenti, la loro stessa quotidianità sarà messa a repentaglio». «Dopo lo spettacolo ironico- conclude- ci vogliono le misure. Venezia è un nido d’arte e bellezza e l’unico modo per tenerla viva è far vivere bene i suoi residenti».

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