Troppe prescrizioni di Fentanyl, la droga degli zombie. Indaga la Corte dei Conti
L’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile in Veneto: i fronti aperti nella relazione della presidente e del procuratore. Nel mirino anche Palude a Venezia, Mose, reddito di cittadinanza. «E vigileremo sulla Pedemontana»

Dalla prescrizione eccessiva di fentanyl, la droga degli zombie, fino alle cerniere del Mose. Dalla presunta svendita di palazzi comunali finiti al centro di inchieste della Procura fino ai controlli delle pratiche sul reddito di cittadinanza e la vigilanza costante su un’opera come la Pedemontana.
Martedì 25 febbraio, nella sede di palazzo dei Camerlenghi, a Venezia, è andata in scena l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025 da parte della Corte dei Conti. Tanti i fari accesi dalla magistratura contabile regionale che, come denunciato dalla presidente della sezione giurisdizionale Marta Tonolo, sconta una carenza di personale e un ridimensionamento della pianta organica e che, ciò nonostante, ha portato al recupero di 5 milioni di euro di soldi pubblici nell’ultimo anno.
Tra i casi più significativi, elencati dal procuratore regionale Paolo Crea, spicca ad esempio il procedimento per l’iperprescrizione del fentanyl, la droga degli “zombie”, da parte di alcuni medici di medicina generale operanti nell’ Usl 3 Serenissima.
Si tratta di medicinali molto costosi che, come purtroppo avvenuto anche in altre parti del territorio nazionale, si prestano a un uso improprio e a un commercio illecito.
Sempre nell’ultimo anno, la Procura ha aperto un fascicolo dopo lo scoppio dell’inchiesta Palude che ha terremotato il comune di Venezia. «Le ipotesi di interesse sotto il profilo del danno erariale, oltre a quelle relative alle tangenti di cui vi è evidenza negli atti dell’inchiesta penale sono anche riconducibili alla vendita di immobili ad un prezzo più favorevole per effetto dell’intervento improprio dei predetti amministratori».
Nel caso di specie, il fascicolo si concentra sulla vendita di Palazzo Poerio Papadopoli, venduto a 10 milioni anziché 14, al magnate di Singapore Kwong che, come scrivono i magistrati contabili, «a sua volta, risultava essere in trattative con il sindaco per l’acquisto di un’area di proprietà di quest’ultimo, con evidente conflitto di interessi».
Accertamenti ancora in corso, invece, per il Mose. L’attenzione della Corte dei Conti, in particolare, è ricaduta sulle cerniere delle paratoie per le quali «non sono state rispettate alcune procedure di realizzazione dei manufatti», il che avrebbe portato ad un «conseguente aumento dei costi di manutenzione».
Un’istruttoria, con invito a dedurre per 569 mila euro, ha invece come destinatario una società a responsabilità limitata concessionaria del servizio di biglietteria, caffetteria e book shop del Museo nazionale di Villa Pisani di Stra per mancato riversamento all’amministrazione regionale delle somme incassate in ragione dei biglietti venduti e dei canoni annui di concessione e degli importi dovuti a titolo di royalties.
Truffe e irregolarità anche riguardo ai bonus edilizi e l’indebita percezione del reddito di cittadinanza che a livello nazionale ha prodotto un danno alle casse dello Stato di oltre 650 milioni di euro.
Infine, la Procura annuncia che l’attenzione sarà costante anche rispetto alla superstrada Pedemontana, al centro degli ultimi follow up della Corte dei Conti nell’ambito del monitoraggio sulla sostenibilità dei conti pubblici per l’esecuzione dell’opera.
Un’attenzione che, secondo il presidente del Veneto Luca Zaia, è in linea con i piani d’azione della Regione. «La Corte si è espressa favorevolmente sulla Pedemontana e ha apprezzato le attività che abbiamo fatto. Rispetto alla revisione delle tariffe ha sottolineato la bontà delle azioni che stiamo facendo. Il tema dei tempi è solo legato al fatto dei sistemi di lettura, che devono funzionare tutti e non creare problemi ai cittadini, che magari si ritrovano in conto il vecchio sistema e non con quello nuovo - ha concluso -, che è scontato del 60%».
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