Tentato omicidio di Chiarano, il suocero: «Ho sparato a mio genero perché mi ha messo le mani addosso»
Tensioni nate da un presunto tradimento da parte di sua moglie del quale l’uomo era ignaro. La notte prima dell’agguato ha sparato colpi di avvertimento in aria fuori da casa del giovane
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Il giorno precedente l’aggressione, Alex Lucchesi e il genero, Gregori Malacarne, hanno avuto una violenta discussione, dovuta a «dissidi familiari».
Stando alle prime dichiarazioni rilasciate ai carabinieri dopo la cattura, l’arrestato ha fatto chiaro riferimento a «una colluttazione». L’ormai ex fuggitivo e la vittima il giorno prima si sono scontrati e sono venuti alle mani. Un affronto che il 52enne ha deciso di «lavare» a colpi di calibro 9.
La sera prima
La sera prima aveva lanciato un primo avvertimento, sparando dei colpi nel cortile della casa di Colfosco dove vive il genero assieme ai figli e alla moglie Kelly. Proiettili sparati in aria, da leggere come promessa di una vendetta, il sigillo della volontà di non farla passare liscia a Malacarne, colpevole, dal punto di vista dell’aggressore, di aver preso le difese della moglie di Lucchesi.
È stata Kelly a denunciare il fatto ai carabinieri che hanno recuperato i bossoli per confrontarli con quelli rinvenuti sulla soglia del bar di Chiarano. Resta la verifica finale dei Ris, ma l’arma sarebbe la stessa usata per ferire Malacarne. Sullo sfondo dell’aggressione ci sarebbe un episodio di infedeltà della suocera di cui la vittima era a conoscenza, al contrario del marito, ignaro di tutto.
L’infedeltà
Questo il quadro passionale dietro le «questioni familiari» di cui Lucchesi dovrà rispondere al gip di Venezia. Delle questioni troppo intime e delicate da digerire per il codice d’onore sinti, che vanno regolate con la violenza. Lucchesi non era nuovo all’uso delle armi. Sulle sue spalle gravano già parecchi precedenti penali che vanno dal furto alla rapina a mano armata, per cui il 52enne era già stato in carcere.
L’aggressione a Chiarano
Ecco che lunedì 24 febbraio mattina l’uomo ha raggiunto Malacarne al bar di Chiarano per consumare la vendetta. I due si sono affrontati a parole, fino a che il genero ha girato i tacchi ed è tornato nel locale. A quel punto il suocero ha estratto la calibro 9 e premuto il grilletto. Un gesto compiuto con lucidità omicida, davanti ai nipotini che terrorizzati sono andati a ripararsi dietro al bancone, fra le braccia della barista, Iryna Ubonova. Nel frattempo il 52enne si è dato alla fuga, terminata ieri a Ceggia, dopo quattro giorni, mentre cercava aiuto dall’altra figlia, Moira Lucchesi, che terrorizzata non se l’è sentita di aprire la porta al genitore.
Il figlio dell’arrestato
Non ha fatto lo stesso Donovan, figlio 36enne dell’indagato, che si è prestato ad aiutarlo nelle ore successive la sparatoria, prendendo la Fiat Idea del padre e consegnando alla compagna la pistola. Donovan risulta residente nella casa Ater di Chiarano assieme alla madre e al padre. I tre sono seguiti dai servizi sociali e inseriti in un programma di reinserimento nel mondo lavorativo. «Spero che resti in carcere e che venga avviato a un percorso di rieducazione nelle sedi competenti» ha commentato giovedì il sindaco di Chiarano Stefano De Pieri, raggiunto dalla notizia dell’arresto.
Nel frattempo da parte dei Lucchesi non trapela alcuna voglia di commentare. I balconi della casa popolare restano chiusi. Lo stesso accade a casa Malacarne, a Colfosco, deserta dal giorno dell’aggressione, forse nella speranza di tenere i due bambini a riparo da quella che potrebbe degenerare in una faida tra famiglie.
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