Arrestati a Milano professionisti dei furti di pneumatici

(ANSA) - MILANO, 05 APR - Erano specializzati nel furto di pneumatici e cerchioni in lega tanto che, quando sono stati fermati la Polizia di Stato di Milano, sono stati trovati loro undici treni di gomme con cerchi in lega. Erano in un box con chiavi a croce per ruote, walkie talkie, piccoli elevatori per auto, sistemi di svitamento per bulloni con sistema di sicurezza e dei blocchetti di legno sui quali venivano poggiate le vetture a seguito dei furti. A essere sottoposti a fermo due uomini di 30 e 36 anni, originari della provincia di Foggia, entrambi con precedenti di polizia. Gli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato Greco Turro sono infatti riusciti a risalire ai responsabili di svariati furti di pneumatici commessi tra il 27 e il 30 marzo. Le indagini, iniziate il 31 marzo dopo sette denunce da parte di derubati, hanno accertato che i furti erano stati messi a segno in una ristretta zona di Milano e hanno individuato una vettura scura che si allontanava dal luogo dell'ultimo. Sono state setacciate tutte le strutture ricettive della zona e i poliziotti sono risaliti ai due indagati che alloggiavano in un B&B nella zona. Sono stati visti arrivare vicino alla struttura con l'auto scura munita priva di sedili posteriori e modificata per il trasporto merci. Gli investigatori del Commissariato Greco Turro hanno trovato nei loro telefonini numerose fotografie di cerchi per gomme di diverse marche, molte delle quali corrispondenti a quelle rubate e la foto di un box auto in viale De Marchi. Gli agenti hanno verificato che l'affittuario del box era proprio il 36enne foggiano e hanno ottenuto un decreto di perquisizione dall'Autorità Giudiziaria. Lì hanno trovato i treni di gomme rubati e e le attrezzature. In tutti i furti il modus operandi era sempre lo stesso: in circa 2 minuti e 30 secondi i due smontavano i quattro pneumatici dalle macchine, poggiando i dischi dei freni su dei ceppi di legno, caricavano gli pneumatici sulla loro automobile e fuggivano verso la prossima macchina da depredare. (ANSA).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia