“VeneziainDanza” le grandi stelle sul palco del Malibran

VENEZIA. Che siate appassionati di danza o semplicemente amanti e curiosi delle cose belle - di quelle belle davvero - c’è un appuntamento da segnarsi in agenda: quello con “VeneziainDanza 2016”.
Tre domeniche l’una in fila all’altra - dal 30 ottobre al 13 novembre, alle 17.30 al teatro Malibran di Venezia - per la nona edizione della rassegna che porta in laguna la danza classica italiana, nella sua massima espressione contemporanea, con un cartellone - come sempre - con la direzione artistica della coreografa veneziana Michela Barasciutti e l’organizzazione di Stefano Costantini, della compagnia Tocnadanza.
Un programma che si annuncia ad altissimo tasso di meraviglia, che si concluderà il 13 novembre con una Galà in prima mondiale assoluta, che vedrà protagonisti tutti gli undici primi ballerini e solisti italiani dell’Opera di Parigi - uno dei tempi mondiali della danza - che porteranno sul palco del Malibran coreografie tra le più celebri del repertorio francese, con la firma di maestri da Bejart a Nureyev, da Forsythe a Bournonville a Garnier. Ad aprire la rassegna, il 30 ottobre, la “Serata Spellbound” con il Spellbound Contemporary Ballet di Mauro Astolfi; il 6 novembre, sul palco del Malibran, la compagnia Artemis Danza di Monica Casadei rileggerà la grande opera di Puccini, in “Tosca X”.

Una rassegna che pur in anni tanto difficili, tra mille immaginabili problemi di finanziamento, si realizza grazie alla passione di Michela e Stefano e alla totale, imprescindibile collaborazione del Teatro La Fenice, che mette a disposizione il Malibran e le maestranze, per un programma che ha ottenuto il patrocinio (e, si spera, qualche fondo dal bilancio della Cultura) della Regione Veneto.
«Vogliamo offrire a Venezia, la nostra città, e ai cittadini del Veneto il meglio della grande danza mondiale: ma quel che voglio soprattutto, è dare spazio ai grandi talenti italiani», racconta Michela Barasciutti, ballerina, coreografa, fondatrice della compagnia Tocnadanza, «Si dice “Nemo propheta in patria”? Ecco io voglio che i grandi ballerini italiani siano profeti in Italia - a Venezia - con la loro arte e vogliamo portare i veneziani e le famiglie a teatro, con promozioni sui biglietti dedicate a residenti, allievi delle scuole di danza e i loro familiari».
«Fa piacere sapere», aggiunge Stefano Costantini, «che quando Michela ha proposto ad Alessio Carbone, primo ballerino dell’Opera di Parigi, l’idea di realizzare uno spettacolo unico, una prima mondiale a Venezia con un Galà dei ballerini italiani dell’Opera, tutti hanno risposto con un entusiamo enorme, anche danzatori francesi che avevano il nonno italiano: tutti volevano esserci».

Serata Spellbound. La compagnia è stata fondata da Mauro Astolfi, dopo la sua esperienza negli Usa ed è molto conosciuta all’estero per l’eccellenza degli interpreti e la versalità delle sue contaminazioni coreografiche. Il 30 ottobre, a Venezia porta un’antologia dei suoi balletti più celebri: il “The best of” della compagna.
Tosca X. È il titolo dello spettacolo che porta la firma della coreografa Monica Casadei per i ballerini della sua compagnia Artemis Danza, in scena domenica 6 novembre alle 17.30. «Dopo aver lavorato sulla Traviata e il Rigoletto di Verdi», spiega Barasciutti, «Casadei si è dedicata a Puccini, indagando il rapporto tra l’inerme e delicata Tosca e il brutale, assetato di potere Scarpia. Il contrappunto sono le danze corali, forti maschili e i delicati assoli femminili».
Les italiens de l’Opera de Paris. sono i protagonisti del grande galà di danza del 13 novembre, prima assoluta mondiale. «Con questi ballerini c’è la classe più pulita e raffinata dell’opera francese e il cuore pulsante dell’Italia», sottolinea lo storico e critico della danza Ermanno Romanelli, «uno spettacolo che è un privilegio unico: c’è di che riempirsi gli occhi, la bocca, la mente con una grande, bellissima serata di danza e un programma che porta le coreografie più celebri dell’opera, tra classico e contemporaneo. Si tratta di balletti che hanno cambiato il senso della danza, con un prima e un dopo del quale non si può non tenere conto». Ad accompagnare le danze il pianista Andrea Turra e due fisarmonicisti.
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