Volo cancellato, passeggeri in rivolta

TESSERA. Una cinquantina di passeggeri del volo “Royal Air Maroc”, che sarebbe dovuto partire dal Marco Polo alle 19 di sabato alla volta di Casablanca in Marocco, hanno inscenato una singolare forma di protesta, nel primo pomeriggio di ieri, all’hotel Spresiano, accanto alla discoteca Odissea sulla Pontebbana, costringendo due pattuglie dei carabinieri ad intervenire nell’albergo dove erano alloggiati per calmare gli animi più accesi ed evitare che la situazione degenerasse.
I passeggeri, quasi tutti marocchini e una piccola parte di senegalesi, si sono radunati davanti all’ingresso dell’albergo per protestare, esausti da una notte insonne e da una domenica di ansiosa attesa per un volo la cui partenza fissata per la mattinata di ieri era stata nuovamente rinviata senza dare un orario definitiva. La situazione di incertezza ha contribuito ad esasperare gli animi. Della cinquantina di passeggeri in attesa di notizie dall’aeroporto veneziano, c’erano molte donne, bambini e uomini che, per il Ramadan, non possono mangiare durante il giorno. C’era una donna diabetica che non si sentiva bene, un’altra disperata perché, per l’improvvisa morte del padre, ha dovuto saltare il funerale fissato proprio per il pomeriggio di ieri.
«Stiamo vivendo una situazione surreale», spiega Omar, un operaio 38enne che lavora in provincia di Bolzano e che si fa portavoce del resto della comitiva. «Il nostro aereo doveva partire dal Marco Polo alle 19 di sabato, ma un ritardo dovuto ad un incidente in fase di carico dei bagagli sull’aereo, ha costretto la “Royal Air Maroc” a rinviare il volo prima di un paio d’ore e poi annullarlo. Soltanto dopo mezzanotte ci hanno caricato in autobus e portato in albergo.
Un gruppo è arrivato nel nostro albergo alle 2 e un altro alle 3.30. Precisiamo che il personale dell’albergo Spresiano è stato gentilissimo perché hanno aperto le cucine per cuocerci un piatto di pasta. Ce l’abbiamo con la compagnia aerea. Ci avevano detto che il nostro volo sarebbe ripartito stamattina. Invece, è pomeriggio e siamo ancora qua». La comitiva è composta da marocchini e senegalesi che lavorano in gran parte tra Treviso e Venezia. «Dovevo partecipare ai funerali di mio padre previsti per oggi», dice disperata Fouzia, 54 anni. «Io sono malata ai reni», spiega Fatima di 65 anni. «Siamo tutti esausti».
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