«Vogliamo sicurezza, ordine e igiene»

Sicurezza, applicazione delle norme, espulsioni, ordinanze del sindaco che ristabiliscano l’ordine e soprattutto l’igiene, il rispetto e la civiltà. Questo hanno chiesto i cittadini intervenuti mercoledì sera in centinaia all’incontro pubblico organizzato dai commercianti di Corso del Popolo contro degrado e microcriminalità, e coordinato dalla consigliera del Pdl Marta Locatelli, presidente dell’associazione Venezia Progetta.
Alcuni dei racconti dei residenti avrebbero fornito a chi sta nella stanza dei “bottoni” (erano state invitate varie autorità, che non hanno preso parte all’incontro), il metro di quello che accade in terraferma. «Abbiamo documentato i bivacchi del deposito Actv con le foto», attacca Angelo Spallanzani. «Dopo segnalazioni su segnalazioni, hanno raccolto 12 camion di roba. Poi abbiamo nuovamente segnalato che i bivacchi si erano spostati in via Ca’ Marcello, ancora foto. Poi hanno traslocato in un campo dove giocavano i ragazzi e chissà dove saranno ora.Perché questa gente può girare sugli autobus come nulla fosse?».
«Sicurezza e pulizia non sono più di casa», sbotta Franco Boische. «Corso del Popolo è terra di conquista dei barbanera e nel frattempo i poveri commercianti sono assediati dai lavori. Per non parlare dei soldi spesi per il tram, ma se eravamo così ricchi, perché non pensare prima alla regolarità? Ci sono fognature e condotte idrauliche che non funzionano, bisogna pregare che non piova altrimenti il Corso si allaga».«Un anno e mezzo fa», racconta la giovane Elisa Rosso, «dalla finestra della mia casa vidi un vecchietto con il bastone che attendeva il bus. Un barbanera che voleva salire si mise davanti, forse l’anziano gli disse qualche cosa e a quel punto l’uomo lo ferì alla testa con l’uncino della punta del bastone, lasciandolo sanguinante. Un episodio che voglio ricordare, perché il giorno dopo il senza tetto era alla stessa fermata dell’autobus che aspettava per salire».«Da sei anni combattiamo il degrado in via Piave», racconta Remo Giurin. «Ci hanno detto che facciamo allarmismo e ad ogni riunione ci ripetono che le forze dell’ordine sono sotto organico».
«Sotto casa vicino alla Bnl di Corso del Popolo», spiega Marina Meschino, «abbiamo gente che defeca di fronte alla Rosa Rossa, oltre al solito austriaco che bivacca da mesi. Io stesso ho segnalato ai vigili alcune persone con tre carrelli rubati pieni di roba che stazionavano davanti all’asilo di via Costa».
«Da anni il Comune se ne frega altamente di Mestre», spiega Claudio Florean. «Siamo una città di senza tetto, con latrine in mezzo alla strada; per non parlare di via Torino o di zone come via Napoli: siamo stati abbandonati, dobbiamo liberarci di Venezia».
«Ho segnalato quattro bar dove si spacciava droga alla luce del giorno», denuncia Valter Dabalà di via Bembo, «chissà se mai il sindaco si interesserà di queste cose».
«Ho chiamato i vigili perché vicino a dove abitiamo c’erano tre furgoni di barbanera che occupavano i nostri posti auto», dice Daniela Naccari, «e mi è stato risposto da Avm che il sabato non lavoravano e che comunque avevano diritto di parcheggio anche loro. Ma ci rendiamo conto?».
Poi è toccato a Renzo Turcato: «Abito nel condominio La Torre, tra via Mestrina e Corso del Popolo: il degrado è totale. Abbiamo un cortile dove giocano i bambini, una parte è del Comune: da una vita chiediamo di mettere un cancello, ma pare che costi troppo e io ho tutte le foto delle cacche del senza tetto che va a defecare: possibile non si possa fare nulla?». Turcato segnala anche la sala giochi di via Mestrina, che ieri in tanti hanno chiesto di conrollare. «Mestre è piena di verde», racconta una donna, «ma non lo possiamo usare».
Tra i presenti Fabrizio Coniglio, dei commercianti di via Verdi Riviera, e la delegata alle Politiche Sociali della Municipalità di Mestre, Chiara Puppini, che non è riuscita a terminare l’intervento per le intemperanze del pubblico. «Non va sottovalutato», commenta Giuseppe Scaboro (Immagina Mestre), «il profondo disagio. A Mestre cominciano a mancare la fiducia verso chi governa la città e chi dovrebbe assicurare vivibilità e sicurezza. Dopo la raccolta firme ci si deve attivare ancora di più: serve maggiore interazione tra diversi corpi e forze dell’ordine, per noi i vigili urbani sono sotto organico. Orsoni in campagna elettorale aveva scritto che la sicurezza è una priorità assoluta, invece l’insicurezza cresce. Bisogna fermare l’invivibilità della città e tenere in debita considerazione il commercio, altrimenti la città ne esce impoverita». «Ci spiace non essere stati invitati», commenta Mauro Armelao, segretario provinciale Ugl-Polizia, «saremmo andati all’incontro con tutti i dati a disposizione».
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