Virus West Nile, forti multe ai privati che non disinfestano

Linea dura dei sindaci della Riviera  dopo la diffusione della malattia tra Miranese e Riviera Boscaro e Dori: «Intervenire solamente sul verde pubblico è del tutto inutile»
BORIN SANTA LUCIA DI PIAVE DISINFESTAZIONE BLATTE VIA DE GASPERI santa lucia disinfestazione
BORIN SANTA LUCIA DI PIAVE DISINFESTAZIONE BLATTE VIA DE GASPERI santa lucia disinfestazione

MIRA. I sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese pronti a multare i privati se non faranno le opportune disinfestazioni per contenere la malattia West Nile diffusa principalmente dalla zanzara di tipo “culex” cioè la zanzara comune. Questo quello che è emerso l’altra sera alla serata informativa organizzata dal Comune di Mira con l’azienda sanitaria e i sindaci dei Comuni del comprensorio.

È stato presentato un piano di distribuzione di pastiglie larvicida ai cittadini in occasione dell’appuntamento promosso dalla Conferenza dei Sindaci della Riviera, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione Usl 3 Serenissima e rivolto a tutti i cittadini di 17 Comuni dell’ex Usl 13.

I casi di West Nile in Riviera e Miranese sono saliti in questi giorni a 10: 2 a Mira, 2 a Camponogara, 1 a Pianiga, 1 a Dolo, 1 a Vigonovo, 1 a Spinea 1 a Noale, 1 a Stra ed infine quello di Campolongo di qualche giorno fa con un quarantenne in ospedale.



Il sindaco di Fossò
Federica Boscaro (che di professione è medico) e il sindaco di Mira Marco Dori hanno sottolineato come sia importante che oltre ai Comuni facciano la loro parte anche i privati. Senza l’azione dei privati le bonifiche fatte da Usl e Veritas sono vanificate. Nei paesi che hanno avuto le persone ammalate si stimano siano state fatte oltre 600-700 disinfestazioni in aree verdi e parchi pubblici. «La linea che emerge dai sindaci del comprensorio», spiega il sindaco di Camponogara, Giampietro Menin, «è quella di sanzionare chi fra i privati cittadini pur essendone a conoscenza non rispetta le regole di igiene pubblica a cui tutti siamo tenuti per evitare il proliferare del virus. Io ho già emesso una ordinanza in tal senso».


Il funzionario dell’Usl 3 Vittorio Selle ha sottolineato i dati regionali della diffusione del virus spiegando come i primi riscontri positivi sulle zanzare fossero arrivati già a giugno. Si è spiegato come si tratti di una malattia non particolarmente letale se non in anziani debilitati. I casi di bimbi e giovani ammalati infatti sonogiudicati rarissimi.

Cinque i casi nel Veneto Orientale. In questa settimana sono cinque le persone contagiate dal virus Febbre del Nilo nel Veneto orientale (Ulss4). I casi riguardano una donna ottantatreenne di San Stino di Livenza, un settantacinquenne di Cavallino Treporti, un settantaduenne di Pramaggiore: queste tre persone sono state ricoverate e non sono in gravi condizioni fisiche. Ci sono poi una donna di 56 anni di Cinto Caomaggiore che non è stata ricoverata in quando il virus non ha provocato particolari disagi fisici ma solo un'influenza, infine un ultrasessantacinquenne di San Donà di Piave dimesso ieri dall'ospedale. I casi di contagio riscontrati ad oggi nell'ambito dell'Ulss4 ammontano dunque a 22 con una media di un caso al giorno nelle ultime due settimane, e tutti si sono risolti, o sono in fase di risoluzione, con la completa guarigione. «Nessun allarme - spiegano i medici del Dipartimento di Prevenzione della Ulss4 - l'attenzione deve però rimanere alta, perchè è probabile che questo trend possa continuare anche a settembre»

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