Violenza sessuale sulle figlie padre condannato a 32 mesi

L’uomo, un quarantenne, si faceva toccare nelle parti intime dalle bimbe Era stato denunciato dalla moglie dopo aver ascoltato il loro racconto
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 16.05.2014.- Cittadella della Giustizia, Piazzale Roma
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 16.05.2014.- Cittadella della Giustizia, Piazzale Roma

VENEZIA. Due anni e otto mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti delle figlie all’epoca dei fatti rispettivamente di cinque e sei anni. Questa la condanna inflitta ieri mattina in Tribunale a Venezia dal giudice Marta Paccagnella nei confronti di un uomo - un 40enne - accusato di essersi fatto accarezzare nelle parti intime, in più occasioni, dalle figliolette.

Il giudice ha accolto la richiesta del pubblico ministero Massimo Michelozzi che, nella scorsa udienza, aveva chiesto per l’appunto due anni e otto mesi di reclusione mentre i difensori dell’uomo – gli avvocati Matilde Bonadei e Alessandro Lombardo - si erano battuti per l’assoluzione del loro assistito.

Gli episodi contestati all’uomo sono più d'uno e risalgono da due anni fa allo scorso anno quando la moglie dell'imputato e madre delle bambine - che a sua volta si è costituita parte civile con l'avvocato Annamaria Marin - l’aveva denunciato sulla base del racconto delle due figlie e, soprattutto, di un’intercettazione ambientale organizzata dalla donna.

Con orrore senza fine la donna aveva così scoperto che ciò che le aveva raccontato la figlia maggiore era drammaticamente vero nonostante lei stessa, all’inizio, non avesse dato troppa importanza alle parole della piccola. Quando però in un secondo tempo la bambina aveva insistito raccontandole un altro analogo episodio la donna si era messa in allarme e aveva registrato il marito. L'intercettazione artigianale aveva confermato il racconto della figlia maggiore: il padre aveva ripetuto le molestie anche con la figlia minore, le sue frasi e le risposte della bambina erano state registrate e non avevano lasciato dubbi agli inquirenti.

L'uomo era stato arrestato per violenza sessuale con l'aggravante di averla commessa sulle figlie. Pochi giorni dopo aveva anche confessato, pur cercando di ridimensionare le accuse, e aveva risarcito le parti offese mettendo a disposizione della moglie e delle bimbe una casa del valore di 300 mila euro.

I suoi difensori, nel corso della scorsa udienza, avevano contestato la qualificazione giuridica dei fatti e sulla base di questo si erano battuti per l'assoluzione, dopo aver scelto il rito abbreviato in modo da usufruire, in caso di dichiarazione di responsabilità, dello sconto di un terzo sulla pena finale previsto dal codice per chi fa risparmiare tempo ed energie alla giustizia, evitando il processo in aula. Anche il pm, nella richiesta di condanna, ha tenuto conto della riduzione prevista.

Ieri, infine, la condanna a due anni e otto mesi di reclusione.

Manuela Pivato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia