Violenza sessuale all’ex amica condannato a due anni e 4 mesi

Jesolo. L’artigiano era stato accusato in tre episodi distinti e soltanto per uno è stato assolto La donna lo aveva lasciato per il suo carattere aggressivo, ma i rapporti non si erano interrotti

JESOLO. Per il pubblico ministero Lucia D’Alessandro, l’imputato andava condannato a sei anni di reclusione, mentre i difensori, le avvocatesse Giusi Grofcich e Alessia Cavezzan, si sono battute per l’assoluzione. Alla fine, il Tribunale di Venezia presieduto dal giudice Sara Natto ha condannato l’artigiano di Jesolo Umberto Zuccon, 46 anni, a due anni e quattro mesi di reclusione. Dovrà anche risarcire la sua ex, che si era costituita parte civile con l’avvocato Antonio Pasquale, con settemila euro più le spese processuali. L’imputato doveva rispondere di violenza sessuale, gli erano stati contestati tre diversi episodi accaduti tra il 22 febbraio e il 7 maggio 2013, e di atti persecutori nei confronti della sua ex convivente dopo che si erano lasciati (per uno degli episodi è stato assolto).

Stando alla ricostruzione dei fatti della donna, lei aveva intrattenuto una relazione sentimentale con l’imputato fino al 2012, interrotta poi a causa del carattere violento, visto che in più occasioni l’avrebbe offesa e spintonata se non lo accontentava dal punto di vista sessuale. Dopo la fine della loro relazione, non era stato possibile instaurare rapporti sereni perché lui la seguiva per scoprire se aveva un altro uomo. Lei, come hanno dimostrato le due avvocatesse della difesa, non aveva interrotto del tutto i rapporti con lui, qualche volta si scrivevano messaggi attraverso i cellulari.

E il 22 febbraio di quattro anni fa, lui l’aveva attirata in casa sua con la scusa di farsi aiutare a compilare alcune fatture. Stando al pubblico ministero, per la prima volta in quell’occasione l’aveva costretta ad avere un rapporto sessuale, minacciando altrimenti di fare del male al suo nuovo amico. Il giorno dopo si erano rivisti perché lei gli aveva intimato di smetterla, ma lui l’aveva presa per un braccio e trascinata sulla spiaggia, dove l’aveva gettata a terra. In quell’occasione, però, era intervenuto l’amico della donna e l’aveva aiutata, portandola poi al Pronto soccorso.

Il 7 maggio, infine, l’aveva inseguita in auto, l’aveva bloccata e si era infilato poi nella sua macchina ed era riuscito con la forza a strapparle le mutandine e a toccarla con violenza. Quando lei era riuscita a scendere era corsa verso casa, dove però Zuccon l’aveva raggiunta. A salvarla, in questa occasione, era stato l’intervento di un vicino.

Giorgio Cecchetti

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