Vida, sgombero notificato ma il proprietario tratta
In 150 ieri a San Giacomo con alcuni consiglieri: «Resti uno spazio pubblico» Alberto Bastianello potrebbe rinunciare all’osteria, ma in cambio di un affitto

Giornata dalle emozioni forti per il caso La Vida. Da un lato l’ordine di sgombero arrivato ieri mattina, dall’altro l’apertura del proprietario, disposto a non trasformare la struttura in trattoria a patto che le associazioni paghino un affitto per le loro attività. Sono le 16.45 a San Giacomo dell’Orio quando il microfono viene acceso e l’incontro ha inizio: 150 cittadini veneziani si raccolgono di fronte a La Vida Riaperta, l’ex teatro anatomico venduto dalla Regione all’imprenditore Alberto Bastianello, ora occupato e sede ormai da due mesi di eventi culturali e spazio per bambini.
«Siamo qui per porre una domanda di legalità. Questo è uno spazio con destinazione d’uso diversa da quella commerciale e tale deve rimanere», spiega Guido, uno dei portavoce dell’associazione, «siamo soddisfatti dell'incontro di ieri in Comune: una volta tanto le istituzioni cittadine hanno ascoltato i cittadini». Tra i sei consiglieri presenti, alcuni di maggioranza altri di opposizione, prende la parola Maurizio Crovato (lista fucsia).
«Non parliamo da politici, ma da veneziani resistenti e resilienti di questa città. Poco fa abbiamo parlato con Bastianello: sarebbe disposto anche a rinunciare a riaprire l’osteria e a dare in affitto l’immobile alle associazioni interessate - e poi, riassumendo le ipotesi ora in campo - o si prosegue e si sta a vedere se Bastianello recederà il contratto o si valuta l’idea di trattare con lui». «Trattare con la Regione o con l’imprenditore non sono percorsi percorribili, questo deve rimanere uno spazio pubblico», interviene però Elena, veneziana e mamma che, insieme ai propri figli, ha potuto godere delle attività ricreative e culturali de La Vida, «l’unico strumento in nostro possesso è che il Comune non conceda il cambio di destinazione d’uso verso il commerciale. Ma allora, visto il sostegno espresso dai consiglieri, non accontentiamoci di semplici dichiarazioni verbali. Chiediamo che garantiscano questo non cambio per iscritto. Un invito che la consigliera Monica Sambo (Pd) ha subito appoggiato, proponendo ai colleghi presenti di imbastire un primo testo da sviluppare poi in Consiglio. «Teniamoci fissi sull’obiettivo: La Vida deve rimanere uno spazio culturale aperto e non diventare attività ristorativa», esorta il consigliere Rocco Fiano (lista Casson) continuiamo a cercare il confronto con la Regione, anche se pare abbia già deciso, ma non escludiamo alcuna altra possibilità». In questo contesto c’è però lo spettro dello sgombero, notificato ieri mattina agli occupanti de La Vida.
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