Via Piave, giù le serrande sciopero contro il degrado di Mestre

MESTRE. Manifestazione di protesta contro la situazione di degrado avvertita da molti commercianti di via Piave e strade limitrofe, da via Trento a via Cappuccina a via Monte San Michele. Domani è stato annunciato uno “sciopero” per denunciare lo stato di invivibilità della zona, di paura per chi è costretto a frequentare quelle strade ogni giorno, e la mancanza di prospettive commerciali, come dimostrato dalla decisione del Lillapois di chiudere.
Non si sa ancora il numero esatto di aderenti alla manifestazione: c’è chi non vuole sbilanciarsi, chi preferisce non rischiare dichiarando la propria paura. Ma c’è anche chi non si arrende e vuole gridare a voce alta il proprio desiderio di poter lavorare in una zona se non tranquilla, almeno presidiata. «Notte e giorno» è la richiesta.
Rissa e negozio a soqquadro. Martedì scorso l’ennesimo episodio di violenza. Una rissa scoppiata in via Trento tra alcuni nigeriani, prima in strada e poi finita all’interno del minimarket gestito da Badal Alkhan, cittadino bengalese. Avevano fatto cadere uno scaffale e un tavolino, messo a soqquadro il negozio. «Io non posso continuare a lavorare in questo modo» aveva detto l’esercente «Ogni volta che allontano gli spacciatori da davanti al mio negozio, questi mi minacciano, mi insultano e ora hanno cominciato a minacciarmi di morte. Qui davanti quando ci sono loro i clienti non entrano: tante famiglie con bambini qui non vengono più. Chi porterebbe i propri figli in questo posto?».
Nuovi agenti. Il Comune da alcuni mesi destina alle zone ad alto rischio di Mestre sedici agenti e due unità cinofile, Purtroppo, ora, una sola in quanto Luna, cagnetta labrador che lavora come cane antidroga si è rotta il crociato di una zampa e quindi è out. E rimasta a combattere lo spaccio quindi l’infaticabile Kuma che la scorsa settimana ha sequestrato complessivamente in alcuni servizi altri sette etti di sostanza stupefacente varia. Nelle ultime settimane nelle zone dove il degrado è marcato e c’è la massiccia presenza di spacciatori la polizia locale sta addestrando gli agenti arruolati recentemente, E spesso si vedono anche gruppi di dieci uomini in divisa muoversi tra via Piave e via Trento o al Parco della Bissuola. Il comando della polizia locale sta inoltre lavorando a organizzare, nei prossimi mesi, quando tutti i nuovi assunti entreranno a regime, un numero maggiore di servizi notturni nelle stesse zone. Un pressing che si affianca a quello che stanno facendo le forze dell’ordine come carabinieri e polizia. Quotidianamente vengono organizzati servizi straordinari per contrastare la presenza di spacciatori e sbandati, da via Trento a via Dante, senza dimenticare la zona davanti la stazione e finendo al Parco della Bissuola.
L’applicazione del Daspo. Tutto, in questo momento, sembra inutile. Un funzionario della polizia locale ha sottolineato che per il momento l’attività serve solo a fare del “male” economicamente ai pusher con il sequestro della sostanza stupefacente che sono costretti a buttare per la presenza degli agenti. Ma lo stesso funzionario sostiene che se non ci sono strumenti legislativi adeguati non si arriva a nulla. E in attesa che sia operativo il Daspo urbano, di cui per il momento mancano ancora le linee guida per l’applicazione, rimane quindi sulla carta.
Revoca dei permessi. Marco Agostini, comandante della polizia locale, spesso ha sottolineato che l’azione contro i pusher senegalesi, quelli dell’eroina gialla, non è efficace perché si sono resi conto che pure una condanna per spaccio, quasi sempre per modiche quantità, non comporta grandi problemi, anche perché quasi tutti hanno un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Basterebbe, ha ricordato, che dopo la condanna automaticamente la commissione preposta al rilascio del permesso lo revocasse. Sarebbe un ottimo deterrente per far capire a queste persone quanto rischiano.
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