Venti istituti in difficoltà da marzo

Sono venti gli istituti scolastici che, dal primo marzo, rischiano di essere in difficoltà sul fronte della pulizia di aule, bagni, corridoi e palestre. E nonostante l’impegno dell’Ufficio scolastico regionale a muoversi affinché la situazione si risolva, se non arriveranno risorse aggiuntive da parte del Ministero dell’Istruzione ci sarà poco da stare allegri. È questo, in sintesi, quanto emerso ieri mattina nell’incontro di Ca’ Corner tra il prefetto Domenico Cuttaia e i membri della task force da lui istituita che nei giorni scorsi hanno girato per le scuole della città e della provincia per verificare la stesura dei piani degli interventi e la stipula dei contratti tra la Manutencoop e i dirigenti scolastici. Secondo la prefettura in queste settimane c’è stato un «sostanziale ripristino in ogni istituto delle necessarie condizioni di pulizie e di igiene anche se rimangono da risolvere alcune singole situazioni di criticità, per le quali proseguiranno nei prossimi giorni le attività della task force»
. Ma cosa accadrà dal primo marzo, quando saranno concluse le risorse aggiuntive che per ora stanno garantendo gli interventi di pulizia e hanno permesso all’azienda, d’accordo con i sindacati, di ripristinare i contratti al 90% delle ore previste al 31 dicembre scorso? I membri della task force hanno sottolineato le difficoltà alle quali potrebbero andare incontro venti istituti. Quali siano - anche se la prefettura e l’Ufficio scolastico regionale non rendono noto l’elenco - è possibile ipotizzarlo conoscendo i tagli ai quali gli istituti sono stati sottoposti. Si va dall’istituto comprensivo Lido - Pellestrina, al Mira 2, passando per Spinea e l’istituto Grimani di Marghera. Alcune delle sedi, cioè, dalle quali è partita la mobilitazione dei genitori che si sono riuniti in un grande comitato per affrontare, con una sole voce, il problema della scuole sporche. L’ultima iniziativa riguarda la richiesta di un incontro con il prefetto, proprio per parlare del ruolo della task force che - attaccano i genitori - non avrebbe verificato l’igiene degli edifici. «Un ruolo che», replicano dalla task force, «non rientra nelle nostre competenze ma soprattutto negli obiettivi del gruppo, il cui compito era quello di agevolare i rapporti tra dirigenti e azienda di pulizie per la stesura dei contratti, compresi quelli aggiuntivi per gennaio e febbraio». La prefettura, sempre nella riunione di ieri, ha deciso di far proseguire le ispezioni della task force e di convocare, entro la fine di febbraio, una riunione conclusiva, come quella dello scorso 23 gennaio, coinvolgendo tutte le parti in causa, istituzionali e non, e quindi anche i genitori.
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