Venezia, una canzone per salvare il mercato di Rialto

"Venezia è un pesce, Rialto il suo cuor": flash mob in Pescheria. Martedì le prove generali, il 23 tutti a cantare per il futuro della città

"Venezia è un pesce, Rialto il suo cuor": la canzone per salvare il mercato

VENEZIA. «Venexia xe un pesse, Rialto el suo cuore col xe ferma Venexia mor». È il ritornello della canzone dedicata a Venezia che martedì, alle 16, quasi un centinaio di persone, ha cantato in pescheria, a Rialto, in preparazione di un video. Erano donne, uomini, regatanti del Dopolavoro ferroviario, una suora dell’ordine delle Salesie, anche tanti bambini seduti sugli skateboard.

L’adesione del coro popolare è stata spontanea e condivisa via facebook. L’invito era partito da Ground Zero, un gruppo musicale formato da Alessio Trapella (Le Orme), Gioele e Andrea Vio, Battista Molin, Lorenzo Miatto, Michele Bon, Betty Sfriso, William Carrer che affonda le radici nel rock e nel blues e che dichiara di avere «un progetto ambizioso per la città» .

«L’unica arma di combattimento è la musica. Amiamo la città, per questo abbiamo organizzato l’incontro. Siamo gente che ha voglia di continuare a vivere e il turismo ci sta togliendo Venezia» spiega amareggiato Andrea Vio, pescivendolo a Rialto da più di 40 anni. 



«Qui il Comune non si vede. Il mercato ha 1000 anni e i banchi del pesce da 19 sono diventati 5. Abbiamo un sindaco imprenditore attendiamo le sue idee. Nel frattempo in collaborazione con Marino Folin, ex rettore dello Iuav, stiamo lavorando ad un progetto che presenteremo all’amministrazione».

E aggiunge: «La linfa vitale del piccolo commercio si è seccata a favore dei supermercati e la vita quotidiana con el forner (fornaio), el latariol (lattaio), el becher (macellaio) non si ritrova più. Rialto per il pesce vive ancora ma ha il fiato corto» . Nel frattempo iniziano le prime note e la registrazione, il coro popolare ripete il ritornello ritmando con le mani.

Tutt’attorno fanno crocchio residenti e turisti che approvano e applaudono l’iniziativa. Andrea Vio spiega il brano: «La canzone è un dono d’amore. Parla della bellezza e dell’unicità di Venezia che non devono essere perdute perché così si perde anche una parte di noi stessi. In città già manca la fascia sociale delle famiglie» .

La canzone è anche una riflessione sulle problematiche cittadine, ricorda alcuni punti principali di riferimento: dalla torrefazione magica del caffè ai diversi tipi di pesce, dai prelibati risotti ai differenti vini. Intorno alla pescheria arrivano altri veneziani e veneziane doc che cantano e applaudono.

Carla D’Este, 72 anni: «Per sostenere la città dobbiamo fare tanto. Mi fa male vedere questa strage di residenti. Talvolta quando mi trovo in Strada Nuova piango. Ricordo la Venezia di quand’ero giovane e la paragono a quella di oggi».

Luisa Milo abita a San Bartolomeo: «Amo tanto questa città ma mi viene voglia di scappare. Mio malgrado dovrò farlo perché mia figlia non vive più qui». A Rialto gira anche una petizione promossa dal Comitato cittadini Campo Rialto Novo. Al sindaco chiedono: una presenza stabile di unità di polizia urbana con finalità di controllo e di immediato intervento per il rispetto delle regole e l’istituzione di corpi interforze per la sorveglianza e il pronto intervento nei fatti più gravi. 

Il 23 settembre nuovo appuntamento, per il flash mob in difesa del mercato di Rialto.

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