Venezia, Superjet a rischio sanzioni. «Chiarezza in tempi brevi»

L’azienda italo-russa ha cambiato assetto societario ed è diventata italiana, ma i mezzi restano sotto sequestro

Francesco Furlan

VENEZIA. Lavoratori Superjet in corteo stamattina, da piazzale Roma alla sede della prefettura per chiedere garanzie sul loro posto di lavoro.

“Non si riesce a capire che prospettive ci sono, se gli stipendi verranno sbloccati o meno, se l’azienda continuerà a essere attiva o meno”, raccontano.

E per questo protestano, sperando che, dall’incontro con il prefetto Vittorio Zappalorto, possa emergere qualche segnale positivo.

L’azienda, con sede nel polo aeronavale di Tessera, allestisce aerei per l’aviazione civile russa. L’azienda è stata colpita dalle sanzioni Ue per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Video: la protesta in musica dei lavoratori della Superjet

Crisi Ucraina. La protesta in musica dei lavoratori della Superjet dopo le sanzioni

Superjet infatti è di proprietà russa. Dopo il blocco dei conti corrente, con i lavoratori in contratto di solidarietà e sostanzialmente quasi tutti a casa, la scorsa settimana è arrivato anche il sequestro dei mezzi da parte della guardia di Finanza.

Sequestri sui quali si è cercato di fare chiarezza ieri in un incontro avuto l’altro giorno in Confindustria dal momento che, già a inizio maggio, ci sarebbe stato un passaggio di quote.

L’avvocato romano Vittorio Guidotti ha acquistato il 41% delle quote (pari a 176. 300 azioni) della Superjet che erano possedute dalla società con base in Olanda Wing Ned B. V.

E con questo nuovo assetto, non ancora registrato in Camera di commercio, la maggioranza azionaria dell’azienda sarebbe italiana.

Anche se non è per nulla detto che questo basterà a cancellare le sanzioni. I lavoratori quindi protestano perché chiedono lo sblocco dei conti corrente, che permetterebbe di pagare di stipendi, e per avere garanzie sul futuro dell’azienda.

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