Venezia, San Giacometto restauro concluso per l'antico orologio

VENEZIA. L’orologio di San Giacometto è stato salvato. I delicati lavori di restauro, finanziati grazie alla ricerca di sponsor, sono conclusi. E la monolancetta del quadrante, unica nel suo genere, sarà ricollocata in loco forse già la settimana prossima. Lo annunciano soddisfatti i tecnici che hanno portato a termine il lavoro. «Sarà una giornata di grande festa per tutta la cità», dice Francesco Zane, esperto e studioso degli orologi veneziani. Era stato proprio Zane a scoprire il danno alla lancetta, provocato dal tempo e dalle forti raffiche di vento dell’inverno scorso. Subito era partita una campagna di solidarietà, per raccogliere i fondi necessari al restauro del più antico quadrante di orologi pubblici a Venezia.
Un’opera d’arte che compirà tra poco 600 anni, con i numeri romani e la base in pietra, la lancetta rappresentata da un raggio di sole dorato. Presto in tanti avevano risposto all’appello lanciato da Zane e dagli appassionati. Il lavoro di restauro è stato portato a termine dalla ditta Co. New Tech di Fabrizio Benvenuti, la stessa che aveva provveduto alla rimozione e che provvederà alla nuova sistemazione sul quadrante.
Con la preziosa assistenza «a titolo personale e gratuito», ricorda Zane, della ditta Vanin Campane di Mario Vanin.

Sono loro i «medici» dell’antico meccanismo, che provvedono a regolarlo periodicamente e a ripulirlo. Conoscono bene il meccanismo, e hanno saputo dare preziosi consigli sul ripristino della lancetta.
Tre mesi fa erano stati proprio due restauratori scalatori dell’azienda Co.New.Tech ad arrampicarsi sul campanile a vela, a smontare la lancetta e portarla in laboratorio. La settimana prossima il quadrante verrà rimontato. «La città ritrova così un suo simbolo», dicono soddisfatti i restauratori.
Una tradizione antica quella degli orologi sui campanile. Il Quadrante in pietra di San Giacometto si può vedere anche nelle tele del Canaletto. In uno spazio urbano rimasto quasi inalterato per secoli. La chiesa di San Giacomo di Rialto, detta di San Giacometto, risale al alla metà del dodicesimo secolo. Quando venne eretta con il campanile a vela. Chiesa dedicata al mercato di Rialto, come testimonia un’iscrizione sull’abside all’esterno, che invita i commercianti all’onestà.

Anche il grande orologio aveva una funzione pubblica e regolava la vita del mercato, per secoli il cuore pulsante della città. Adesso il restauro dell’orologio è concluso. E la lancetta dovrà essere ricollocata. Con uno spettacolo atteso dei restauratori che si arrampicheranno sul campanile come fosse una parete di roccia.
Francesco Zane è uno dei più apprezzati studiosi di orologi pubblici a Venezia. Qualche anno fa era stato protagonista del recupero di un altro orologio, quello di San Geremia. Il meccanismo antico, che per secoli aveva fatto funzionare l’orologio e le campane di San Geremia. Studiosi da tutto il mondo avevano vistato l’esemplare perfettamente conservato. E recuperato anche allora grazie a una gara di solidarietà guidata dalla parrocchia e dai volontari coordinati da Zane.
Un’opera di recupero preziosa. Perché dei tanti orologi pubblici esistenti a Venezia a inizio secolo, molti sono scomparsi o sono andati distrutti. Altri spariti durante le operazioni di restauro.
Come quello che fino alla metà del secolo scorso segnava le ore, ben visibile da gondolieri e veneziani in Punta della Dogana, sotto la statua della Fortuna.—
Alberto Vitucci
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