Venezia park, garage tassati per i rifiuti come casa: protestano i proprietari

Nel complesso multipiano da 450 posti in via della Pila  sono arrivate le notifiche per la Tari.

I proprietari, veneziani, chiedono il ricalcolo come per il park del Tronchetto

Giacomo Costa

Più che rimesse sono stalli auto, lontani da casa e quindi ridotti a deposito, oltretutto sempre meno serviti. Ma la Tari è uguale per tutti, anche per quegli spazi, almeno fino alla prossima sentenza del Consiglio di Stato, che oggi viene invocato dai proprietari veneziani dei garage di Marghera come l’unica possibilità di ridurre una spesa giudicata iniqua.

L’acquisto nel 1992

Quando hanno acquistato quei posti, nel 1992, li hanno pagati venti milioni di lire. Nel 2003 chi li rivendeva riusciva a ottenerci anche 33 mila euro. Oggi le valutazioni non superano i 20 mila, anche se chi li usa in affitto versa al proprietario sui 200 euro al mese.

I 450 garage del complesso “Venezia park” di via della Pila, comunque, sono quasi tutti occupati dagli stessi proprietari: il 70 per cento sono veneziani del centro storico che lì, 30 anni fa, hanno trovato una soluzione per custodire le automobili che nella maggior parte dei casi muovono poco, forse una o due volte alla settimana.

La tassa rifiuti

Nonostante questo, per Veritas e per Ca’ Farsetti non cambia granché: una rimessa privata è una rimessa privata e nelle scorse settimane la società partecipata ha quindi iniziato a inviare le richieste di pagamento della tassa rifiuti anche per lo stabile a cavallo tra Mestre e Marghera, calcolata secondo gli stessi criteri che vengono utilizzati per le superfici unite alle abitazioni. Da qui è scattata la protesta dei proprietari: quasi 450 persone che ricordano come, a Venezia, i garage non possano ovviamente essere presenti al primo piano o nell’interrato di un condominio, ma anche come la distanza da casa e il conseguente utilizzo limitato non si traducano nella stessa produzione di rifiuti che si può invece collegare a una rimessa “domestica”.

Gli avvisi Veritas

La sollevazione può suonare come fin troppo interessata - tanto più che, al momento, Veritas ha sì inviato i primi avvisi, ma ancora non ha richiesto cifre esatte - eppure si muove nel solco di una contestazione precedente già passata al giudicato di palazzo Spada: una recente pronuncia del Consiglio di Stato ha infatti imposto al Comune di Venezia di rivedere il regolamento della Tari proprio nel capitolo dedicato alle autorimesse, come effetto dell’impugnazione portata avanti da Interparking, la società del multipiano del Tronchetto, che polemizza contro i quattro o cinque euro al metro quadro (a seconda dell’anno) che chiede Ca’ Farsetti.

Il ricorso al Consiglio di Stato

Il ricorso è stato accolto proprio perché i giudici romani hanno valutato come eccessiva la stima di produzione rifiuti che può derivare da uno stallo auto.

In via della Pila le spese non sarebbero concentrate su un solo gestore e, divise per i 450 proprietari, risulterebbero senza dubbio abbordabili. Ma i titolari non ci stanno comunque, per una questione di principio: «Non abbiamo alternative e, anzi, negli anni il Comune sembra averci dimenticati: sono spariti i collegamenti Actv, di fatto rendendo difficile usufruire di questi spazi e anche rivenderli. E vogliamo parlare di rifiuti? Ci sono le pile di immondizie abbandonate dagli abusivi». —

 

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