Venezia, luci e velocità, versioni contrastanti: la parola ai periti

Per l’investitore i pescatori erano al buio, ma un testimone lo smentirebbe. Uno dei ragazzi sbalzato a 30 metri dopo lo scontro
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 04.08.2018.- Veduta aerea zona incidente nautico mortale.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 04.08.2018.- Veduta aerea zona incidente nautico mortale.

Motoscafo contro barca: due morti a Venezia. Il luogo dell'incidente

VENEZIA. Stabilire la velocità dell’imbarcazione che ha investito i due pescatori e se la barca di quest’ultimi aveva le luci che la rendevano visibile. Sono le questioni fondamentali che le indagini dovranno chiarire dell’incidente nautico nel quale, venerdì sera, hanno perso la vita Renzo Rossi, 59 anni e Natalino Gavagnin, 63 anni, di Castello.

E saranno i periti che le varie parti nomineranno a stabilirlo, quando il pm Giovanni Zorzi disporrà la perizia sul motoscafo con motore da 150 cavalli dei ragazzi e sul “cofano” dei due pescatori. Mezzi sequestrati e ormeggiati all’interno dell’Arsenale. I segni lasciati sui due scafi dall’impatto potranno esser utili per stabilire la velocità, mentre più difficile sarà accertare con sicurezza se i due pescatori avevano le luci di via della barca accese. Testimoni hanno raccontato che l’imbarcazione dei ragazzi era senza targa.

Ma sulla dinamica dell’incidente questo aspetto non ha molta valenza. Di sicuro Ivan Bastasin, 27 anni, sostituto gondoliere della Giudecca non era sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti. Infatti subito dopo l’incidente è stato sottoposto ai controlli dalla Guardia Costiera.

«Li ho visti solo all’ultimo momento, A quel punto ho fatto una virata ma non è stato sufficiente per evitare l’impatto, Jonhatan (uno degli amici che erano con lui) dal colpo è volato fuori dalla barca ad una trentina di metri di distanza. Lo abbiamo sentito che ci chiamava e siamo andati subito a recuperarlo poi siamo tornati ad aiutare l’altra barca. Io stesso ho chiamato i soccorsi».

Sono queste le dichiarazioni spontanee che Ivan Bastasin ha fatto dopo l’incidente agli uomini della Capitaneria di Porto intervenuti per ricostruire l’accaduto. Ha ribadito più volte che lui non ha visto alcuna luce sull’altra imbarcazione e che questa era in movimento.

Inoltre ha dichiarato che non stava andando veloce anche perché una delle ragazze, a bordo, aveva paura e gli aveva chiesto di non correre. I quattro ragazzi erano stati a cena alle Vignole e si stavano recando a Punta Sabbioni.



Nessuno ha visto il momento dell’impatto, A quell’ora, erano circa le 23.30 era molto buio e non si vedeva nulla, Il primo a intervenire è stato Cristiano Vecchiato che stava pescando, poco lontano, insieme a un amico. C’erano sei imbarcazioni di pescatori e nessuna all’ancora. Vecchiato ha raccontato che il “cofano” dei due pescatori aveva su un’asta, alta poco più di un metro, una lampada rossa, tipo quelle che si usano per il Redentore. Trovata spenta dopo l’impatto. Ma poteva esserlo prima dello scontro. Rossi, che i soccorritori hanno trovato ancora sulla barca, aveva una profonda ferita sul fianco. Ferita che potrebbe essere stata provocato dalla pinna del motore della barca dei ragazzi.

Rossi è morto poco dopo mentre Gavagnin è stato ripescato un’ora dopo a Sant’Elena —


 

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