Venezia in vendita, per lo storico Casinò un futuro come hotel

Affidato a Insula il compito di stimare il prezzo dopo il cambio d’uso Sul mercato anche palazzo Poerio Papadopoli, sede del comando dei vigili
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VENEZIA. Il Comune di Venezia diventa anche imprenditore alberghiero per favorire la vendita dei suoi palazzi, come nel caso di Palazzo Poerio Papadopoli, attuale sede del Comando e della centrale operativa della Polizia Municipale. O per ipotizzarla, come nel caso di Ca’ Vendramin Calergi, attuale sede del Casinò, i cui incassi continuano a scendere.

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Calcolando anche il numero di stanze che potranno essere ricavati nei suoi immobili, per presentarli così “chiavi in mano” al futuro compratore, nel tentativo di vendere già entro l’anno. il cinquecentesco Palazzo Poerio Papadopoli. L’edificio, a due passi da Piazzale Roma, è già stato inserito nel piano delle alienazioni immobiliari del 2017 dal Comune, che ha provato a venderlo, senza successo, nei mesi scorsi, per 14 milioni di euro. Ci sarebbero però già offerte pervenute da privati per trasformare Palazzo Poerio nell’ennesimo albergo di lusso alle porte della città. Ma le destinazioni d’uso attuali non lo consentono perché la Variante al Prg per consentire la trasformazione alberghiera - pur individuata fin dal 2010 - non è stata ancora approvata. Perché oggi nei tre piani - oltre al piano ammezzato e al sottotetto - del palazzo, che ha una superficie di 1.855 metri quadri, le destinazioni possibili sono quella a abitazioni, uffici, musei e sedi espositive, biblioteche, sedi associative.

«Cambi d’uso? Decide il Consiglio»

Più la possibilità al piano terra di aprire anche un bar, un negozio o un ristorante. Di qui l’accelerata con il Comune che ha incaricato Insula - la partecipata che si occupa ora anche di edilizia e patrimonio - di produrre, come recita la determina dirigenziale di Ca’ Farsetti, «una relazione di valutazione del numero delle camere ad utilizzo alberghiero ricavabili» dalla ristrutturazione di Palazzo Poerio Papadopoli. Visto che - recita ancora il provvedimento comunale - «secondo la consolidata dottrina e pratica estimativa, per valutare un immobile con destinazione ricettivo-alberghiera occorre apprezzarne la redditività, e a tal fine è necessario conoscere quantomeno il numero di camere utilizzabili per l’attività d’impresa». Insomma, Insula svolgerà per il Comune il ruolo di agenzia immobiliare. Calcolerà le stanze d’albergo ricavabili dalla sede dei vigili e così l’immobile sarò proposto già «pronto» ai nuovi possibili investitori, con il cambio di destinazione d’uso ricettivo incorporato. Perché proprio Insula? Perché - si legge ancora nella determina comunale - «come segnalato dalla stessa Direzione Finanziaria, Insula spa ha già effettuato uno studio analogo per Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò»

. Dunque il Comune ha già «studiato» anche la possibile trasformazione alberghiera di Ca’ Vendramin Calergi, che comporterebbe la chiusura della sede del Casinò. Anche la precedente dirigenza della casa da gioco aveva valutato la possibile trasformazione alberghiera di uno splendido palazzo rinascimentale come Ca’ Vendramin Calergi. Ma dall’analisi - vista anche le grandi dimensioni degli ambienti del palazzo. Sarebbe risultato che era possibile ricavare solo una quarantina di stanze. Troppo poco. Se invece si acquisisse l’adiacente Palazzo Marcello - ora di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti - l’operazione alberghiera, con il giardino in mezzo, starebbe perfettamente in piedi e Ca’ Vendramin potrebbe essere alienato - secondo le stime di allora - anche per un centinaio di milioni di euro. Non a caso era proprio questo il progetto di uno dei precedenti presidenti del Casinò, l’avvocato Mauro Pizzigati, che tentò invano di acquisire dal Demanio Palazzo Marcello, allora sede designata del Museo d’Arte Orientale.

Si tratta di capire se in Comune si pensi ancora a questa possibilità o se la trasformazione alberghiera di Ca’ Vendramin Calergi sia stata studiata solo in via preventiva. Certo il fatto che il Comune abbia già contemplato concretamente questa possibilità - calcolando il numero delle stanze possibili - non può certo lasciare del tutto tranquilli sul futuro della sede della casa da gioco veneziana, affacciata sul Canal Grande.

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