Venezia ha ritrovato il suo "Ponte dei zogatoli"

VENEZIA. Ha un po' il sapore nostalgico della sconfitta, perché racconta una Venezia che va scomparendo - solo caparbiamente resistendo - quella delle botteghe per i residenti e, anche, per i suoi bambini.
Ma è in un clima di festa che si è svelato il "nizioleto" del nuovo nome di ponte San Grisostomo, chiamato con il nome con cui lo chiamano tutti i veneziani: "Ponte dei zogatoli", a memoria del negozio di giocattoli che qui fu per decenni oggetto di brame dei più piccoli di tutta la città, prima di serrare i battenti e diventare prima negozio di scarpe e ora uno dei tanti di rivenditori di souvenir che spuntano in ogni dove in città.

Di quel che fu ora non resta solo il grande "Quo" di Lego, ma anche un nizioleto fortemente voluto: un "cerotto" che non cambia il destino di una città ampiamente asservita, dal punto di vista dell'offerta commerciale, a un turismo mordi-e-fuggi, ma che in qualche modo chi ha voluto considera un "memento", un monito e anche un augurio per una riconversione futura.
Una richiesta nata nel lontano 2007 dal mondo delle associazioni dei cittadini: "Fu il primo nostro blitz, con un nizioleto di tela", ricorda Matteo Secchi di Venessia.com, "la speranza è ora che riapra veramente un negozio di giocattoli". "Grazie all'amministrazione per aver raccolto questa richiesta: continueremo a segnalare errori e indicazioni scomparse", commenta Alberto Alberti, dell'associazione Masegni & Nizioleti. Un'intitolazione nella scia di una toponomastica veneziana che racconta la città che fu, dei suoi antichi mestieri città con le sue call dei botteri, tajapiera, calegheri, bareteri....
"In questa intitolazione c'è l'anima della città in rispetto della sua memoria", dice l'assessora alla Toponomastica Paola Mar, prima di svelare il nuovo nizioleto.

E la dedica va anche al professore Pietro Bortoluzzi, consigliere di Municipalità scomparso tre settimane fa a 53 anni, tra i fondatori di Venessia.con. Mentre Masegni & Nizioleti s'impegna a fare quello che i negozianti del ponte non hanno ancora fatto: ripulire le loro insegne dalle scritta dei troppi vandali di passaggio.
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