Venezia, Francesca Da Villa cacciata dalla Lega e dalla giunta

Il suo partito l'ha espulsa perché non ha difeso il referendum  Venezia-Mestre, Brugnaro: "Ho dovuto ritirarle le deleghe su richiesta della Lega". È la terza assessora leghista che se ne va
L'ex assessora al Commercio Francesca Da Villa
L'ex assessora al Commercio Francesca Da Villa

VENEZIA. La Lega l'ha espulsa e il sindaco Brugnaro le ha ritirato le deleghe: Francesca Da Villa non è più assessore al Commercio del Comune di Venezia. Fuori da Ca' Farsetti, perché il suo partito non le ha perdonato di non aver votato contro il sindaco e la sua decisione di impugnare al Tar il referendum per la separazione di Venezia-Mestre, una delle bandiere della Lega. Quel giorno l'assessora aveva dichiarato la propria contrareità alla linea unionista di Brugnaro, ma poi aveva lasciato la giunta al momento del voto.

"Su esplicita richiesta della Lega Nord, formalizzatami con una lettera a firma del segretario provinciale Sergio Vallotto nella quale mi si comunicava che Francesca Da Villa è stata espulsa dal partito, ho provveduto a firmare il decreto di revoca dell'incarico - ha detto il sindaco - Questa decisione mi amareggia, ma non si poteva agire diversamente dato che l'assessore era stato indicato proprio da parte della Lega Nord". Brugnaro ha tenuto per sé le deleghe al Commercio, ad interim.

E’ il terzo assessore del Carroccio che la Giunta perde per strada dall’inizio del mandato: se n'erano andate anche le altre due rappresentanti della Lega, nomitate al Commercio:  Rossana Pavan (per motivi personali) e  poi Francesca Guzzon, per il piglio accentratore del sindaco nel suo amministrare. Proprio Guzzon è stata tra quante, epr prime, ha chiesto le dimissioni di francesca Da Villa. 

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«Era una cosa assolutamene dovuta - dice il segretario provinciale della Lega Nord Sergio Vallotto - la Da Villa è stata esplusa all’unanimità dal partito perchè ha disatteso completamente le aspettative. La delibera sulla separazione è stata la punta di un iceberg ma ci sono stati altri comportamenti non consoni e prettamente personali: la sommatoria di tutti questi fattori ha portato alla decisione finale».

 

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