Venezia. È morto Italo Trevisan “gran capo” dei comunali

VENEZIA. È morto a 73 anni Italo Trevisan, uno dei sindacalisti che hanno fatto la storia del Comune di Venezia: lo ha trovato la figlia, inerme, nella sua casa di Ruga Rialto. Nei giorni scorsi lo si poteva incrociare come sempre a spasso con il suo cane, un sorriso per tutti. Ma proprio alla vigilia di San Silvestro non si era sentito bene e si era rivolto anche al Pronto soccorso: ieri mattina, il tragico epilogo.
Italo Trevisan era stato la Cgil Funzione pubblica a Venezia, il “gran capo” dei comunali, prima di passare dall’altra parte e cimentarsi con la direzione: nominato dall’allora sindaco Massimo Cacciari, alla fine degli anni Novanta era stato per sei anni capo degli ispettori del Casinò, per poi lasciare Venezia e andare a dirigere per tre anni il casinò di Campione, non senza strascichi polemici. Poi la consulenza con Montecarlo, l’apertura di una sala slot privata in terraferma. E la pensione.
«Un compagnone, un amicone: prima ancora del suo impegno ho davanti a me la sua faccia furba e arguta di veneziano di Castello», lo ricorda con affetto Luciano De Gaspari, ex sindacalista, già assessore e direttore del personale del Casino di Venezia, «ci poteva essere del dissenso sulle cose, ma era sempre sorridente, sempre pronto a stare in compagnia. Il classico veneziano “puro”, tra intelligenza, arguzia, divertimento. Quando era in Comune, era un capo popolo, un leader: non di quelli istituzionali politicamente corretti, ma un gran bel personaggio. Grande capo dei comunali: non è una frase fatta, ma se ne vanno pezzi di storia della città».
«Tutti i contratti degli anni Ottanta e Novanta portano la sua firma: era un uomo che puntava al risultato di un contratto per i lavoratori», lo ricorda Marco Agostini. (r.d.r.)
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