Venezia, "consigli per amanti" dentro una bottiglia affidata alla laguna

Lanciata da una coppia a Venezia durante una vacanza è stata ritrovata dai volontari di Federcaccia. Dentro i consigli per vivere felici e un disegno del ponte di Calatrava
Uno dei foglietti affidati dalla coppia nel loro messaggio damore in bottiglia: con il ponte di Calatrava
Uno dei foglietti affidati dalla coppia nel loro messaggio damore in bottiglia: con il ponte di Calatrava

Venezia, un amore in bottiglia e quattro regole per una coppia eterna

VENEZIA. Saper ascoltare i desideri e i bisogni dell’altro, tenere conto del suo modo di essere, non volerlo cambiare e sì, fare anche delle concessioni. I consigli per un amore che duri hanno viaggiato per chissà quanti giorni dentro una bottiglia di vetro, schivato le prue delle navi da crociera che solcano la laguna, scansato i mercantili e beffato le reti dei pescatori, per approdare lungo la strada Statale Romea in un posto che sulle mappe chiamano km 92 e che gli amanti della laguna conoscono come l’argine in cui le maree depositano quintali di rifiuti e bottiglie di plastica ammaccate.

Era lì anche quella lanciata in acqua, giorni o forse mesi fa, da Stephan e Vanessa, per rinnovare il loro voto d’amore. E da subito è stato chiaro che quella bottiglia di acqua minerale, dal vetro trasparente, non poteva essere destinata ai sacchi neri spalancati dai volontari per liberare gli argini. Erano in trenta domenica mattina a Chioggia, con le pettorine gialle e i guanti da lavoro per la giornata ecologica promossa in tutto il veneziano dalla Federcaccia. E’ stato poco dopo le 10 che, un volontario, ha afferrato la bottiglia d’acqua Dolomia, di quelle che ci sono in tanti ristoranti anche di Venezia.



E, diventato un bambino curioso, poiché le mani gli prudevano e quei foglietti carichi di sogni non ne volevano sapere di scivolare fuori, l’ha rotta. Distribuendo i foglietti tra i suoi amici per fare prima, leggere quel messaggio, magari avere pronta una risposta. Perché i messaggi in bottiglia interrogano così in profondità chi li riceve sapendo di non essere tra i destinatari? «Un po’ ci sembrava di avere capito», racconta Michele De Santis, un ex finanziere che domenica era tra i volontari, «ma c’era anche qualcuno che ha pensato al messaggio d’aiuto di qualcuno che era stato rapito». E magari aveva lanciato quel messaggio della bottiglia per chiedere aiuto. Ci è voluta Francesca, figlia di Michele e studentessa di lingue a Ca’ Foscari, per tranquillizzare tutti, e allontanare quel pensiero che a qualcuno è ronzato in testa per tutto il pomeriggio, che quella favola, di cui erano stati protagonisti senza volerlo, si trasformasse in un incubo.

Di Stephan e Vanessa sappiamo quel poco che c’è scritto nel loro messaggio. I fogli non sono datati. Sappiamo che 1418 giorni fa, a San Gregorio, Stephan ha chiesto a Vanessa di sposarlo. E che Vanessa gli ha detto di sì. Sappiamo che dopo 456 giorni si sono sposati, e che dopo 702 giorni sono nati i due figli, Sacha ed Esteban, due gemelli par di capire.

Dice il messaggio nella bottiglia: «Oggi, a San Gregorio decidiamo di rinnovare il nostro voto d’amore». Facile immaginare loro due soli, i fogli che scivolano nel fondo della bottiglia dell’acqua minerale, Stephan che avvita il tappo, Vanessa che lo guarda, e insieme lanciano la bottiglia nell’acqua. Quanto è durato il suo viaggio nelle acque della laguna? Nessuno lo sa. Cinque fogli, in tutto. Il rinnovo d’amore, il disegno di un gondoliere sotto il Ponte di Calatrava, un secondo disegno di una coppia dentro una casa che si tiene per mano davanti alla finestra - saranno loro due tratteggiati dai figli? -, e ancora un foglio di difficile lettura. Infine i quattro consigli, le quattro regole, per una coppia che duri. «Se i loro consigli sono arrivati intatti fino a qui», scherzano i volontari, «qualcosa di buono ci sarà in quello che dicono. Altrimenti la bottiglia se la sarebbe portata via il mare». Chissà se Stephan e Vanessa sapranno mai della bottiglia e dei volontari che l’hanno aperta, dando spazio a un sogno di laguna tra i sacchi gonfi di plastica nera.

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