Venezia, compagnia internazionale di danza “sfrattata” dal Comune

La compagnia Tocnadanza ballerà con le stelle del Bolshoi a Ravello, ma presto dovrà lasciare la sala prove alle remiere
Un momento dello spettacolo dedicato Peggy Guggenheim, firmato dalla coreografa Michela Barasciutti
Un momento dello spettacolo dedicato Peggy Guggenheim, firmato dalla coreografa Michela Barasciutti

VENEZIA. Balleranno nello stesso cartellone delle stelle del Bolshoi, di un’icona mondiale della danza come Bill T. Jones, con i primi ballerini della Scala, invitati ad esibirsi dal prestigioso Festival di Ravello. Per l’occasione, la coreografa Michela Barasciutti sta mettendo a punto una nuova edizione del suo balletto dedicato a Peggy Guggenheim, che andrà in scena il 5 luglio all’Auditorium Oscar Niemeyer.

Ma tra tanta soddisfazione e tanto frenetico impegno, un’ombra: quella di dover lasciare presto la sala prove, senza ancora una sede alternativa certa. La compagnia Tocnadanza diretta dalla coreografa Michela Barasciutti e dal compagno manager e curatore delle musiche Stefano Costantini – 27 anni di balletti, collaborazioni internazionali, rassegne di danza caparbiamente messe in scena nonostante la scomparsa dei fondi pubblici (grazie anche alla disponibilità della Fenice ad offrire il teatro Malibran), determinata nel voler restare a Venezia quando altrove i costi sarebbero minori e le occasioni maggiori – ha ricevuto dal Comune la comunicazione che presto dovrà lasciare la sala di Sacca Fisola e la stanza-ufficio all’ex scuola XXV Aprile. La promessa è che sarà trovata una nuova sede adeguata, ma al momento vige l’incertezza.

Un momento dello spettacolo dedicato Peggy Guggenheim, firmato dalla coreografa Michela Barasciutti
Un momento dello spettacolo dedicato Peggy Guggenheim, firmato dalla coreografa Michela Barasciutti


«Stiamo lavorando con grandissimo entusiasmo per l’appuntamento di Ravello: un invito che ci ha molto onorato. La direttrice artistica ha visto un video dello spettacolo che avevamo allestito con le etoiles italiane dell’Opera di Parigi e ci ha chiamato», racconta Stefano Costantini, «per l’occasione abbiamo anche lanciato una selezione per i sei ballerini, facendo 200 audizioni: segno di grande passione per la danza, ma anche della precarietà di questo mestiere, nell’Italia di oggi». «C’è orgoglio ed entusiasmo», prosegue il direttore di Tocnadanza, «ma certo, ci preoccupa molto la comunicazione che ci è arrivata dal Comune: dovremo lasciare la sala prove che da sempre abbiamo in affitto a Sacca Fisola, assegnata alle remiere che già gestiscono la gran parte dell’edificio. E andarcene anche dall’ufficio alla XXV Aprile, data dal Comune alla Città metropolitana per assegnarla al liceo musicale Marco Polo: è bellissimo che si diano spazi a una scuola per ampliarsi, ma vorremmo sapere dove andremo. Sinora si tratta di comunicazioni informali, seguite dalla rassicurazione che ci sarà data un’alternativa, ma non è facile trovare uno spazio adeguato e quest’incertezza – oltre i costi inattesi di un trasloco – non è tranquillizzante. Fare danza è un lavoro che riempie il cuore: farlo a Venezia è molto impegnativo». Ora Ravello, festival nella top ten europea: la conferma che a Venezia, tra tante difficoltà, c’è un’eccellenza della danza.


 

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