Venezia, al via i lavori per salvare dall'acqua alta la Basilica di San Marco

Si procede a stralci per restaurare i cunicoli e installare le valvole: si ridurranno del 70% gli allagamenti
Il cantiere allestito in piazza San Marco
Il cantiere allestito in piazza San Marco

VENEZIA. Iniziati i lavori per la "messa all'asciutto" dall'acqua alta del nartece, il prezioso ingresso della Basilica di San Marco: almeno fino a quota 80 centimetri sul medio mare.

La Basilica viene, infatti, cinta d’assedio dall’acqua alta una media di 900 ore l’anno: bastano 70-75 centimetri di marea, infatti, per impedire il libero accesso alla basilica.

I lavori permetteranno di ridurre del 70 per cento gli allagamenti, intervenendo sui sottoservizi e i tombini - dai quali filtra l’acqua - lasciando all’asciutto la Basilica, i suoi preziosi marmi e mosaici dell’ingresso, almeno fino a quando la marea non raggiungerà gli 85 centimetri, perché a quel punto entrerà comunque “a cascata” dalla Piazza.

Il cantiere è stato allestito sul lato della piazzetta dei Leoncini, dove farà base: l’intervento procederà per stralci e riguarderà una fascia di due metri e mezzo attorno alla Basilica.

Un intervento sotto vigilanza massima, con telecamere di sorveglianza, vigilanti 24 ore su 24, pannelli oscuranti intorno al cantiere per tenere lontani i curiosi.

Lavori affidati alla ditta Renzo Rossi, del costo di 2 milioni e mezzo di euro e dureranno 6 mesi.

«L’intervento», spiega l’ingegnere Diego Semenzato, autore del progetto insieme al procuratore di San Marco architetto Mario Piana e all’jngegnere Daniele Rinaldo, «si svolgerà al di fuori della Basilica. Lo scopo è quello di restaurare i vecchi cunicoli e i gatoli , cioè l’antica rete di smaltimento delle acque. Poi saranno inserite delle valvole per impedire l’entrata dell’acqua, con una piccola centralina di sollevamento».



Intervento non intrusivo, messo a punto insieme alla Soprintendenza, che punta a fermare la marea mantenendo però intanto l’ambiente e l’umidità che hanno conservato per quasi un millennio le tessere del pavimento di San Marco.

In questo modo si potrà mettere all’asciutto il nartece, l’antico ingresso della Basilica coperto in epoca successiva, e parte più bassa di Venezia, a una quota di 68 centimetri sul livello medio del mare. Intervento necessario indipendente dal Mose, che servirà – se funzionante – per le maree al di sopra dei 100-110 centimetri. Si sta anche valutando l’ipotesi di estendere l’intervento al resto della piazza San Marco. Il vecchio progetto del Consorzio Venezia Nuova del 1998 era stato giudicato «inutile e non rispettoso» della monumentalità del luogo. Una grande guaina sotto i masegni e i rischi di infiltrazioni dal sottosuolo. Adesso si prova un approccio più soft, e più economico, con la stessa tecnica utilizzata per la Basilica. Cioè il restauro dei cunicoli e le valvole, Progetto affidato a Thetis che dovrà essere presentato tra breve.

Intanto partono i lavori davanti alla Basilica. Per limitare al minimo i disagi dei fedeli e dei turisti che accedono a San Marco sono state studiate passerelle e varchi.
 

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