Venessia.com con l’ovovia va a sciare su “Cima Calatrava” / FOTO

VENEZIA . Si sono presentati ai piedi delQuarto Ponte all’ora di pranzo in una dozzina, con sci e skiboard, piumini e racchette, e tanto di skipass appeso al collo, per prendere l’ovovia per «Cima Calatrava». «Ma è uno scandalo», tuona Matteo Secchi, portavoce del gruppo di sciatori, «l’impianto è chiuso: come può una stazione sciistica di alta rinomanza come Venezia , avere gli impianti di risalita chiusi? Vogliamo l’immediato rimborso dello skipass».
Verso le 13.30 è andata in scena l’annunciata, polemica, divertente e colorata - come nel loro stile - zingarata dell’associazione Venessia.com, che ha voluto così prendere in giro «l’inutilità di un’opera costata quasi 2 milioni di euro, che per di più non funziona e che non trasporterà mai i disabili, che non si faranno chiudere in quell’ovetto. Molto meglio un servoscala, che a suo tempo l’architetto Calatrava aveva proposto, ma l’amministrazione comunale non ha voluto: sarebbe costato un decimo e avrebbe funzionato già anni fa».
Intanto non c’è una data per l’entrata in esercizio del nuovo, contestato “ascensore orizzontale”, che la giunta Orsoni ha ricevuto in eredità dall’amministrazione Cacciari: opera per la quale - come già per la realizzazione del Ponte della Costituzione - sembra non esserci mai fine e sulla quale, come già per il Ponte della Costituzione (dove sono contestati danni erariali per 4 milioni di euro) la Corte dei Conti ha aperto un’altra indagine, per i costi quasi raddoppiati a 1,8 milioni di euro.
Dopo 15 giorni di test andati bene, venerdì pomeriggio l’ingranaggio è andato in tilt. Ora ai tecnici del Comune l’assessore Maggioni ha chiesto una relazione dettagliata: «Adesso basta, vanno individuate le responsabilità».
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