Vasco Rossi, due mesi di stop Addio alla Mostra del Cinema
Era atteso al red carpet il 5 settembre con il documentario sulla sua vita e la sua carriera. Le terapie lo bloccano in clinica

VENEZIA. E' destinato a saltare uno degli appuntamenti più attesi della Mostra del Cinema: a Vasco Rossi, che oggi doveva sottoporsi ad alcuni esami alla casa di cura Villalba di Bologna (dove già era stato ricoverato nelle scorse settimane, ufficialmente per la frattura di una costola) i medici hanno prescritto "riposo assoluto per almeno 60 giorni dalla data odierna e terapia medica appropriata, salvo complicazioni".
E' uno stop totale che non lascia spazio al bagno di folla previsto per il 5 settembre al Lido, dove in Sala Darsena è previsto il debutto del documentario sulla sua vita e sulla sua carriera, "Questa storia qua". Contemporaneamente, il suo red carpet e il film dovevano essere trasmesse in diretta in 200 sale cinematografiche.
"Le condizioni attuali del signor Vasco Rossi - si legge nel bollettino medico diramato dalla clinica - non consentono che il paziente svolga alcuna attività fisica per ulteriori due mesi da oggi. Si ritiene questo necessario al fine di non compromettere l'esito delle terapie mediche a cui è attualmente sottoposto". Cui fa seguito una precisazione: "Non c'è nessuna patologia tumorale".
A firmare il bollettino medico è un'équipe composta dal medico curante Giovanni Gatti, dal chirurgo generale-toracico Mario Mastrorilli, dagli specialisti radiologi Giuseppe Monetti e Francesco Bassi e dal direttore sanitario di Villalba, Paolo Guelfi, anestesista rianimatore e cardiologo.
Vasco Rossi era atteso nei prossimi giorni con le nuove date del Kom.011 tour (sabato a Torino, il 2 settembre a Udine, il 6 a Bologna e l'11 ad Avellino).
La Biennale, al momento, non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sull'assenza
del rocker.
E una certezza oggi non ci può essere. Ma, già annullati tutti i concerti, "verosimilmente" il rocker emiliano salterà anche il Lido, come la sua portavoce, Tania Sachs, con prudenza ipotizza a caldo.
Vasco Rossi, con Madonna, era uno dei personaggi più attesi della Mostra, scandita quest'anno a ritmi rock e su "Questa storia qua" era stato messo in piedi un gigantesco evento con l'onore del "Fuori concorso".
Super 8, video amatoriali dei suoi amici d'infanzia, della tata Ivana Lenzi, ricordi dei compaesani di Zocca, il paesino, meno di 5 mila abitanti, tra Modena e Bologna a ridosso dell'Appennino, dove tutto è nato e dove tutto ritorna perché Vasco il suo posto non l'ha mai lasciato, protetto dagli affetti di sempre. "Era bello, suonava, piaceva alle donne", racconta Gaetano Curreri, uno degli amici della prima ora con Marco Gherardi, Floriano Fini e pochi altri.
In "Questa storia qua" (dal 7 settembre al cinema distribuito da Lucky Red, che l'ha anche prodotto con la Indigo film) ci sono le immagini scolorite di Vasco dj di Punto Radio, c'é il Vasco giovanissimo che racconta come nasce "Vita spericolata": ''Stava piovendo proprio quando dovevamo fare il concerto, voglio una vita cazzo come minimo maleducata, spericolata, voglio mandare tutti affanculo e cazzo la vado a cantare a Sanremo''.
In "Questa storia qua" ci sono "incontri eccezionali", dice lo stesso Vasco, che ad Alessandro Paris e a Sybille Righetti (figlia di Angelo, amico da sempre del cantante) regala anche una nuova canzone, "I soliti". E il brano inedito dice: "Noi siamo quelli delle illusioni, delle grandi passioni, noi siamo quelli che vedete qui".
"E' dolce la vita della rockstar?", chiede un intervistatore a Blasco molti anni fa: ''Bella vita eh?'', risponde lui e racconta per non smentirne la fama: ''Sono cresciuto in mezzo alle donne, ho vissuto la liberazione sessuale proprio nel momento in cui non c'era voglia di fare altro". E poi 25 milioni di dischi venduti e 30 anni di carriera, "il tempo cambia tutto sai - canta - cambiamo anche noi".
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