Una città «sensibile» al fuoco tra le calli. La rete antincendio non è completa

La giunta ha appaltato lavori per 2,2 milioni di euro, ma ne ha stanziati altri 4 e mezzo. Serena e Scarpa: «La sicurezza del centro storico è una priorità assoluta» 
Il rogo di lunedì 11. Foto Interpress
Il rogo di lunedì 11. Foto Interpress

Ogni incendio in centro storico è come una ferita che si riapre: rivela la fragilità della città storica. Case attaccate una all’altra, tanto legno. E una rete antincendio cittadina non ancora capillare. La fragilità svelata con il rogo della Fenice si è riproposta ieri con il drammatico incendio a San Simeon piccolo di fronte alla stazione in cui ha perso la vita una anziana. Ieri per l’intervento i vigili del fuoco hanno potuto contare su un idrante del sistema cittadino, nelle vicinanze della palazzina. Il numero è il 33A/9.

Ma Santa Croce è una delle zone, con Giudecca e Castello, non ancora completamente servite dalla rete antincendio comunale. A Santa Marta, zona priva di canali, è stato acquistato un automezzo speciale per il primo intervento.

Gli assessori ai Lavori pubblici e al bilancio Francesca Zaccariotto e Michele Zuin aggiornano l’avanzamento dei cantieri, finanziati. «Si è conclusa la gara di lavori per 2 milioni e 200 mila euro. In giunta abbiamo approvato un altro milione e mezzo di lavori e a febbraio sarà pronto il progetto definitivo. Nel bilancio 2019 ci sono altri 3 milioni», dice l’assessore. Con 2,2 milioni si prevedono 36 idranti su 2.060 metri di nuova rete (San Pantalon, Santa Margherita, area Marciana). Con il milione e mezzo si finanziano 34 idranti con 1.840 metri di rete. Per il 2019 la stima è di posizionare 39 idranti con 1.760 metri di rete tra Campo San Polo e Campo dei Frari; Rio Terà Foscarini e San Basilio; Rio della Toletta e Rio del Malpaga. Nelle insule previsti altri 31 idranti con 1.745 metri di nuova linea.

La Zaccariotto precisa: «A breve valuteremo dove intervenire dopo un confronto con Protezione civile e Comando dei vigili del fuoco. Sono loro ad indicare le urgenze. Rispetto alle valutazioni del 1999, che prevedevano 22 milioni di euro di investimento, siamo già a 25 milioni investiti e mancano ancora zone», dice. Con la tragedia, tornano le polemiche. I consiglieri del gruppo misto, Scarpa e Serena, ripetono le denunce sui ritardi, invitano all’uso dei fondi di Legge speciale e ad agire in fretta perché la rete è priorità.

«Vogliamo richiamare tutti al compito di protezione dei nostri cittadini e dei nostri edifici e monumenti: sia dato luogo ai lavori di estensione delle condotte idriche; siano tecnologicamente aggiornate le centrali di spinta; siano riparati i guasti nelle tubazioni». Si agisca con velocità, dicono: «Con la stessa urgenza usata per il contributo di accesso». —
 

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