Un secolo tra ruote e pedali, Trevisan chiude il negozio

Zelarino: l’officina poi diventata bottega fu aperta nel 1915 dal bisnonno Giovanni Federico: «Sono cresciuto qui dentro, ma dopo 50 anni me ne vado in pensione»

ZELARINO. La promozione in corso sino a fine mese nel negozio di cicli e moto di Federico Trevisan in via Castellana a Zelarino preannuncia la chiusura a fine anno di un’attività avviata giusto un secolo fa da bisnonno e nonno, nell’ordine Giovanni e Carlo, dell’attuale titolare. «Si tratta all’inizio di un’officina fabbrile aperta proprio nel 1915 a poche centinaia di metri da dove si trova attualmente il negozio situato nell’edificio costruito da mio nonno e mio padre Giuseppe negli anni successivi alla 2° guerra mondiale», ricorda Federico Trevisan, «e negli anni Venti e Trenta i miei antenati, noti a Zelarino con il soprannome “de faveri” , proprio per sottolineare la secolare dedizione all’arte fabbrile, costruivano e riparavano biciclette e cucine economiche, mentre si limitavano a riparare le motociciclette».

Un punto di riferimento fondamentale in una realtà in cui ci si muoveva sempre più con cicli e moto. «Già allora mio nonno aveva acquistato il terreno e addirittura i mattoni (poi requisiti durante la guerra) per costruire la nuova officina sul terreno dove si trova oggi. Nella seconda metà degli anni Quaranta nacquero insieme nuova officina, che sarebbe stata dedicata esclusivamente alla riparazione di cicli e moto, abbandonando le cucine, e l’impianto per il rifornimento di carburanti», dice ancora Trevisan, «nella seconda metà degli anni Cinquanta con l’ampliamento dell’edificio abbiamo esteso l’attività commerciale, aggiungendo alla vendita di cicli e motocicli, l’armeria e il negozio di caccia e pesca e articoli sportivi gestito dai miei nonni e dai miei genitori ovviamente anche con il mio coinvolgimento sino alla metà degli anni Ottanta, quando ritornammo a dedicarci esclusivamente a vendita e riparazione di cicli e motocicli e al rifornimento di carburanti».

Purtroppo poco più di una decina di anni fa l’ulteriore chiusura dell’impianto di rifornimento carburanti, colpito dal piano che penalizzava i piccoli distributori, ha reso sempre più precaria la prosecuzione dell’attività commerciale tanto che alle soglie della pensione Federico Trevisan ha deciso suo malgrado di chiudere dopo un secolo esatto di attività.

«Inutile dire come, cresciuto all’interno di questa attività, che mi ha visto impegnato più di 50 anni, io sia rammaricato», conclude il titolare, «ma d’altra parte l’unico mio figlio Daniele lavora nel Reparto Corse dell’Aprilia di Noale e sinceramente mi ritroverei da solo a gestire un’attività troppo grande per le mie forze».

 

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