Un leone di San Marco in dono alla città di Varsavia. E Brugnaro ne ordina uno uguale

Tornerà nella piazza principale della città, dov'era stato distrutto. Un atto di amicizia e di rilancio dell'attività dei tagiapiera
Il leone di San Marco opera di Giovanni Giusto e della sua equipe che andrà a Varsavia
Il leone di San Marco opera di Giovanni Giusto e della sua equipe che andrà a Varsavia

VENEZIA. L'iscrizione alla base dell'altorilievo ricorderà che nel 2015 i cittadini di Venezia e di Varsavia si sono impegnati affinché il leone di San Marco venisse restituito alla città polacca.  Un leone di San Marco in marmo. Copia di quello  scomparso negli anni Venti che ornava la casa di un mercante veneziano di Varsavia.

La benedizione del Leone di San Marco che andrà a Varsavia

Davanti al municipio il leone, opera dell'equipe di tagiapiera guidata da Giovanni Giusto, è stato benedetto da monsignor Ettore Fornrezza. E adesso partirà per la Polonia. "Un messaggio di pace che parte da Venezia", dice il monsignore. Applausi anche dal sindaco Luigi Brugnaro, che ha deciso di acquistare una nuova copia del leone, commissionandola agli artigiani. "La benedizione ha già fatto un miracolo", ha commentato felice Giusto, "questo è il segno che gli artigiani veneziani ci sono e vogliono resistere. Gli ultimi tagiapiera sono qui, racchiusi in poche famiglie. Andiamo avanti".

La cerimonia ufficiale di scopritura del bassorilievo si svolgerà lunedì 7 dicembre a Varsavia alla presenza dell'ambasciatore italiano a Varsavia  e del comitato ambasciatori di San Marco presieduto da Sebastiano Giorgi. Il leone sarà rimesso nella sua collocazione originale,  nel palazzo al civico 31 del Rynek Starego Miasta di Varsavia, sede dell'Accademia polacca delle Scienze

Foto di gruppo con leone
Foto di gruppo con leone

L'opera, ricavata da un unico blocco di pietra d'Istria del peso di 280 kg, lunga 85 cm, alta 65 e con uno spessore di 12 centimetri, realizzata dall'equipe di Giusto, che è anche consigliere comunale della Lega Nord con delega del sindaco alle Tradizioni veneziane.

    “Vedete un leone e trovate il cuore di una persona appassionata del suo lavoro”, ha voluto sottolineare il sindaco Brugnaro, Un lavoro, quello del tajapiera - ha spiegato Giovanni Giusto, lanciando un grido d'allarme - che ormai siamo solo in cinque a portare avanti, quando ai tempi della realizzazione della Basilica della Salute se ne contavano 5000. Quest'opera testimonia invece che bisogna resistere allo sconvolgimento e difendere a tutti i costi i mestieri artigianali che hanno dato forza e fatto la storia della nostra città, perché le nostre tecniche sono quelle tramandateci dai veneziani del passato”.

    Il progetto senza scopo di lucro “Il leone di San Marco torna a Varsavia”, nasce dall'iniziativa del Comitato Ambasciatori di San Marco, che ha riportato all'attenzione la storia del leone di Varsavia, un bassorilievo che dal 1674 il borgomastro Davide Zappio fece porre sulla facciata del palazzo polacco, che negli anni scomparve e riapparve fino a sparire definitivamente nel 1928. Grazie al sostegno del Comune di Venezia e della Regione Veneto, dell'Ambasciata italiana, del Comites Polonia, dell'Istituto internazionale di cultura polacca, il nuovo leone tornerà “a ruggire” sullo stesso palazzo che lo ospitò per secoli, che è tra l'altro patrimonio dell'Unesco. (a.v.)

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia