Un calcio alla barbarie in nome di Valeria

VENEZIA. Alla vigilia dei Campionati Europei di calcio in Francia, turbati dai timori di nuovi attacchi terroristici, lo stadio Penzo di Venezia ha ospitato nella serata di giovedì 2 la gara amichevole tra l’Italia Under 21 e i pari età francesi (vinta dai galletti per 1-0, gol di Cornet al 45' del primo tempo) per onorare la memoria di Valeria Solesin, la giovane ricercatrice veneziana uccisa durante gli attentati dell’Is del 13 novembre scorso a Parigi. Un appuntamento sportivo e civile dal valore particolare, fortemente voluto dal Calcio Venezia e sostenuto con convinzione dalla Figc e dal Comune, concordi nel rilanciare l’amicizia solidale tra i due Paesi, uniti nel combattere la minaccia terrorista e nel ricordare le vittime della barbarie.
«Questa partita», ha affermato il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, «conferma lo sport come un grande veicolo di fratellanza, vicinanza e comunione. A Venezia l’aspetto tecnico si è sposato alla volontà di rivolgere un pensiero ad una connazionale che non c'è più. È una giornata importante e non solo dal punto di vista calcistico, perché lo sport insegna, aiuta, è un grande collettore di sensibilità, un ponte verso il mondo. Perciò parte del ricavato sarà devoluto al fondo di sostegno delle vittime di Parigi».
Prima del fischio d’inizio, è stato proprio Tavecchio a consegnare la targa commemorativa alla madre di Valeria, Luciana Milani, che ha fatto l’ingresso sul campo di gioco accompagnata dal marito Luciano Solesin, dal figlio Dario e da una rappresentante francese del comitato familiari delle vittime. Un lungo applauso ha scandito la breve cerimonia mentre il pubblico, circa 4.500 spettatori, una bella risposta nonostante il maltempo, ha offerto una scenografia tricolore accompagnata dallo striscione “Ciao Valeria angelo azzurro”. La Marsigliese e l’Inno di Mameli, in tribuna, tra gli altri, Gianni Rivera.
«Forse un simbolico abbraccio ai familiari di Valeria potrà sembrare poca cosa ma noi crediamo nel valore di questa iniziativa», le parole del tecnico dell’Under 21, Gigi Di Biagio, «abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa che ci offre la possibilità di rivolgere un messaggio di pace contro ogni forma di violenza. Questa gara è un’opportunità per testare nuovi giovani affinché la Nazionale maggiore possa attingere i migliori talenti, ma è evidente che stavolta l’impegno civile va oltre la dimensione del campo»; analoga la convinzione di Giancarlo Antognoni, il capo delegazione degli azzurrini: «Siamo qui per testimoniare la vicinanza ai familiari di Valeria Solesin e a tutte le vittime del terrorismo, speriamo che questa serata ci aiuti anche a riconquistare la simpatia del pubblico italiano, che in questi anni è un po’ mancato, e a far rifiorire l’amore verso la maglia azzurra». Come quella, con il nome stampato sulle spalle, donata a Dario.
Una serata davvero speciale per Venezia, con il primo incontro di una nazionale disputato al Penzo che coincide con il ritorno del club lagunare tra i professionisti. «La targa che abbiamo consegnato alla famiglia Solesin», ha spiegato il presidente del Venezia, Joe Tacopina, «è il primo passo verso l’intitolazione alla sua memoria della tribuna distinti dello stadio». Gli fa eco il sindaco Luigi Brugnaro: «L’intitolazione sarà presto deliberata dalla giunta, ringraziamo quanti hanno lavorato all’evento e ci ha onorato ancor più ospitare le rappresentative under 21 perché i giovani sono il nostro futuro».
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