Ultraleggero precipitato Archiviazione contestata

MARCON. Il motore dell’ultraleggero che non risponde, il tentativo disperato di aprire un paracadute che finisce per ingarbugliarsi con l’aereo, facendolo precipitare sull'argine del canale Revedoli, nella zona di Torre di Fine: così, nel settembre del 2011, erano morti Pierino Gaetano Manfredi - trasportatore di 41 anni, residente a Marcon - e la figlioletta Sabrina di 5 anni. Avevano da poco lasciato l’aviosuperficie del parco Livenza di San Stino, quando l’aereo era andato in blocco.
Nei mesi scorsi il procuratore aggiunto Carlo Nordio aveva disposto l’archiviazione dell’inchiesta, ma la vedova Manfredi - con l’avvocato Alessandro Gallo - ha presentato opposizione. Una richiesta sulla quale dovrà esprimersi la giudice per le udienze preliminari Barbara Lancieri, che ieri ha sentito le parti e si è poi riservata di decidere nel merito: ovvero, scegliere se accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura oppure ordinare al procuratore aggiunto Nordio di formulare un’accusa.
Al momento, il fascicolo è contro ignoti, ma per sostenere la richiesta di andare a giudizio, la parte civile ha fatto leva sulla stessa consulenza tecnica che Nordio aveva affidato all’ingegner Torresin, per il quale l’incidente è stato determinato da un’avaria dell’aereo e dal cattivo funzionamento del paracadute, che invece di aprirsi in verticale si era piegato verso i piani di coda, avviluppandolo.
In questi anni, la famiglia - sempre con l’avvocato Gallo - ha avviato un procedimento davanti al Tribunale civile contro il costruttore dell’aereo, l’importatore, il costruttore del paracadute balistico, la ditta della manutenzione e il proprietario dell’aereo, ai quali complessivamente è stato chiesto un risarcimento di circa un milione di euro. Ma la famiglia vuole andare a fondo anche dal punto di vista penale: per il procuratore aggiunto Carlo Nordio, invece, la vedova di Pierino Gaetano Manfredi e mamma di Sabrina ha sì diritto a un risarcimento, ma da calcolarsi appunto solo in sede civile. Forse già oggi la decisione della giudice Lancieri. (r.d.r.)
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