Uffici anagrafe chiusi, scoppia la rivolta

Petizione e mobilitazione in consiglio comunale contro la riduzione dei servizi nelle sedi periferiche: «Una scelta assurda»
Uffici anagrafe chiusi in periferia
Uffici anagrafe chiusi in periferia

MESTRE. La rivolta contro la chiusura degli uffici periferici dell’anagrafe, decisa dalla giunta Brugnaro a partire dal primo luglio, è iniziata ieri dal centro civico del Parco Albanese, alla Bissuola.
 
A lanciare l’iniziativa Vincenzo Conte presidente della Municipalità di Mestre – Carpenedo insieme a Tony Marra delegato municipale al welfare, Andrea Ferrazzi capogruppo del Pd in Consiglio comunale, l’ex vicesindaco Sandro Simionato, Luciano Favaro della Spi-Cgil e ad una cinquantina di cittadini. Le iniziative di protesta consisteranno in una delegazione di manifestanti alla prossima riunione del Consiglio comunale al Municipio di via Palazzo, in una petizione e in una mozione che Ferrazzi presenterà all’assemblea civica.

Conte ha spiegato: «La passata amministrazione ha evidenziato la necessità della riorganizzazione e noi responsabilmente abbiamo accettato la chiusura dei servizi di viale San Marco e del Terraglio, rimanendo solo con l’anagrafe di via Cappuccina e quella del Parco, in un territorio municipale di 90.000 abitanti. Ora la giunta Brugnaro ha chiuso l’ufficio di Bissuola totalmente e parzialmente quelli delle altre Municipalità che rimarranno aperti per alcuni giorni alla settimana». «Sono venuto a sapere della chiusura per caso», rincara la dose, «parlando con un funzionario comunale. La mancanza di comunicazione della giunta con le Municipalità è un fatto grave perché se avessimo potuto discuterne, avremmo almeno cercato di ottenere la chiusura parziale, per qualche giorno, dell’anagrafe del centro civico e non totale». La proposta di riorganizzare i servizi infatti risale allo scorso 5 giugno. Marra ha affermato: «L’amministrazione sta continuando nella sua assurda politica di chiusura dei servizi ai cittadini. Chiudere l’ufficio di Bissuola, un territorio che ha circa 42.000 abitanti, significa intasare l’anagrafe di Mestre, dove già oggi un cittadino in coda deve aspettare circa 40, 50 minuti.

Questo provvedimento metterà in difficoltà soprattutto la parte più debole della popolazione ovvero gli anziani. La prossima volta la giunta chiuderà le biblioteche, i centri anziani e gli spazi per gli incontri. E’ una vergogna». Ferrazzi ha tuonato: «Invece di potenziare i servizi nelle periferie l’amministrazione sta facendo il contrario». «Desertificare la città dai servizi», ha aggiunto l’ex vicesindaco Simionato, «significa anche eliminare degli importanti presidi per la sicurezza. Una volta che la frequentazione positiva del territorio sparisce, c’è il rischio che prenda il sopravvento la presenza malavitosa». Liliana Boranga dell’associazione “Lo specchio”, che partecipa alla protesta, ha aggiunto: «Costringere i familiari dei disabili di Bissuola a raggiungere via Cappuccina è una mancanza grave di rispetto per chi già vive una situazione difficile». Ieri, ci sono state due assemblee sindacali dei lavoratori dell’anagrafe, pure loro pronti a dare battaglia. Le rsu di Fp-Cgil, Csa Ral, Cobas hanno dichiarato: «In assenza di risposte il personale si rivolgerà alla Prefettura e restituirà la delega ad operare».


 

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