Turismo lento con 60 chilometri di piste ciclabili
JESOLO. Un master plan per le piste ciclabili sul litorale, l’assessorato all’urbanistica ha avviato lo studio per Jesolo in relazione con i territori limitrofi. Oltre 60 i chilometri di piste...

JESOLO. Un master plan per le piste ciclabili sul litorale, l’assessorato all’urbanistica ha avviato lo studio per Jesolo in relazione con i territori limitrofi. Oltre 60 i chilometri di piste ciclabili potenziali su tutto il territorio e un investimento che in futuro potrà essere di centinaia di migliaia di euro. Si tratta di una grande occasione per pianificare il “turismo lento” nella città e che nei giorni scorsi è stato sollecitato anche da Apindustria, con il presidente Roberto Dal Cin e il direttore Pier Orlando Roccato recentemente intervenuti su questo tema così strategico per l’offerta turistica.
L’assessore all’urbanistica, Otello Bergamo, è entusiasta di questo studio agli albori. «È l’opportunità per capire quali siano le strategie per la pianificazione territoriale nella nostra città al fine di prevedere una pianificazione delle opere corretta e complementare», spiega, «il progetto del master plan della ciclabilità di Jesolo rappresenta la visione della dimensione europea della città e della sua comunità. Pensare la ciclabilità di Jesolo diventa l’occasione per una governance del territorio basata sul turismo lento. Incrementare la mobilità sostenibile e alternativa all’automobile diventa opportunità di valorizzazione tutto il territorio e dei suoi aspetti caratteristici».
Jesolo può sfruttare un litorale di 15 chilometri, poi il collegamento con il Paese e tutta la zona della Laguna del Mort e delle valli da pesca. Percorsi che dovranno essere messi a sistema con gli altri territorio dell’entroterra. «Le opportunità offerte dallo sviluppo della mobilità ciclabile», aggiunge Bergamo, «sono ormai un dato acquisto e vi è la necessità di una cabina di regia che a livello comunale riesca a coordinare tutti gli interventi al fine di valorizzarli in un’ottica di funzionalità urbana e di offerta turistica. Adesso si tratta di definire la rete degli itinerari per impiegare le risorse finanziarie, accedere ai finanziamenti europei, nazionali, regionali e mettere a sistema le infrastrutture ciclabili locali con la rete regionale, nazionale e internazionale della mobilità ciclistica».
(g.ca.)
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