Truffa e bancarotta fraudolenta Rizzato imputato in due processi

L’imprenditore trevigiano Elio Rizzato (risiede a Conegliano), un tempo titolare della concessionaria auto della Fiat e di altre case automobilistiche a Tessera, è finito sul banco degli imputati, ieri, per rispondere del reato di truffa aggravata davanti al giudice monocratico Andrea Battistuzzi. La prima udienza è stata rinviata dal magistrato al 27 settembre prossimo, intanto domani Rizzato dovrà ripresentarsi negli uffici del Tribunale lagunare, questa volta davanti al giudice Massimo Vicinanza per rispondere di un’accusa ben più grave, quella di bancarotta fraudolenta, in seguito al fallimento della sua società dichiarato nel febbraio di cinque anni fa dal Tribunale civile lagunare. Era una delle concessionarie più frequentate e all’improvviso aveva chiuso i battenti avvisando i clienti con un cartello appeso alla porta, un messaggio che aveva ingannato molti. C’era scritto che “per un programma di manutenzione” la concessionaria rimaneva chiusa temporaneamente, in realtà non aveva più riaperto, lasciando sulla strada decine di dipendenti e altrettanti clienti senza automobile, che pure avevano prenotato e pagato in anticipo.
La Rizzato spa, stando alle accuse della Procura, avrebbe indotto in errore l’Inps dichiarando di aver versato ai lavoratori a conguaglio le indennità di malattia, di maternità e di trattamento di fine rapporto. Complessivamente si sarebbe trattato di circa 170 mila euro: dal mese di marzo 2010 a quello di dicembre dello stesso anno nei confronti di 19 lavoratori (28 mila euro per indennità di malattia); dal mese di aprile a quello di luglio 2010 l’indennità di maternità nei confronti di altre sei; infine dal dicembre 2009 al mese di luglio dell’anno successivo nei confronti di 55 lavoratori 120 mila euro.
Inizialmente, Rizzato padre e figlio avevano chiesto il concordato preventivo, a dire no era stata la maggioranza dei creditori, dopo aver ascoltato la relazione del commissario giudiziale, il commercialista Mario Tucci. Nella sua relazione, il professionista veneziano aveva dato parere negativo: il passivo in quel momento sfiorava i 30 milioni di euro e l'attivo non sarebbe stato in grado di coprire neppure un terzo di quella notevole cifra. I creditori, alcune centinaia, avevano votato e la maggioranza aveva espresso parere negativo. I giudici veneziani, a quel punto, avevano dovuto prenderne atto, dichiarando inammissibile il concordato.
Tre sedi (Tessera, Spinea e San Donà) e fino al 2008 230 dipendenti: la Rizzato Auto era la maggiore concessionaria di veicoli in provincia. Seimila automobili nuove immatricolate all'anno, più altri quattromila veicoli usati venduti, un fatturato di 90 milioni di euro. Era concessionaria di numerose case, Fiat, Alfa Romeo, Lancia,Renault, Nissan, Dacia e Mazda. Nonostante questo, il 24 marzo 2010 era stata posta in liquidazione e a maggio si era scatenate le proteste: quelle dei clienti che avevano pagato e non avevano mai visto l’auto.
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