«Troppe barche, il Canal Grande è una polveriera a rischio»

Per la morte di Vogel, il pm Terzo chiede una condanna a 17 mesi per il gondoliere Forcellini e attacca: "Altri incidenti sono in agguato, il traffico va ridotto del 75%"
Il momento del drammatico incidente mortale
Il momento del drammatico incidente mortale

Venezia: incidente in Canal Grande, il video dello scontro

VENEZIA.«Una polveriera in un’area poco più grande di una piscina olimpionica»

. Ha usato questa immagine il pm Roberto Terzo per parlare del tratto di Canal Grande a Rialto, tra palazzo dei Camerlenghi, sede della Corte dei Conti, e Ca’ Farsetti, a suo dire «il punto più pericoloso e congestionato assieme a San Zaccaria e a quello fronte stazione, e che per conformazione presenta i rischi più elevati». In quel tratto il 17 agosto 2013 morì il criminologo tedesco Joachim Vogel, schiacciato da un vaporetto mentre era in gondola con la famiglia. «Il sacrificio umano di quell’uomo è servito a dire che quello è un luogo pericoloso. Ma chi lavora là lo sapeva già bene», le parole del pm ieri nel corso della requisitoria. «Solo dopo l’incidente, l’allora commissario Zappalorto aveva iniziato a mettere mano alla regolazione del traffico acqueo». Eppure, secondo il magistrato, si potrebbe fare ancora molto. «Per navigare in sicurezza in Canal Grande bisognerebbe ridurre il traffico al 25% di quello attuale, ovvero una barca su quattro».

Il momento del drammatico incidente mortale
Il momento del drammatico incidente mortale


La richiesta di condanna. Un incidente, quello di quattro anni fa, che, secondo il sostituto procuratore, «nasce dalla scelta del gondoliere Daniele Forcellini, che usciva dal rio del Fontego dei Tedeschi e andava verso lo stazio in Riva del Vin, di attraversare il Canal Grande a ridosso di Rialto. Con la sua condotta imprudente e contro la legge ha provocato uno stress alla navigazione e l’effetto domino che coinvolse i tre vaporetti e il taxi». Per questo il gondoliere, secondo il pm, deve essere condannato a 17 mesi di reclusione per omicidio colposo in concorso.

Traffico di vaporetti e taxi in Canal Grande

«La sua condotta è grave al pari di quella dei piloti Actv Venerando e De Ambrosi», condannati rispettivamente a 1 anno e 1 mese e 1 anno e 2 mesi in abbreviato, stesso rito scelto anche dal pilota Zamboni e dal tassista Amborsi. Forcellini è l’unico che è a dibattimento. Il pm ha citato «la potenza probatoria dei due filmati» (il video del sistema Argos e quello amatoriale di una guida) che inchioderebbero Forcellini il quale «voleva fare presto e per questo ha attraversato il canale praticamente sotto le arcate del ponte, creando un ostacolo e tagliando la rotta dei vaporetti, a spregio della sua consapevole conoscenza della pericolosità del tratto e del fatto che quella mattina il traffico era intensissimo».

Joachim Vogel
Joachim Vogel

Smontate le parole dei testi della difesa, in particolare quanto detto dal campione del remo Giampaolo D’Este «che ha fatto una difesa d’ufficio dell’amico imputato, senza essere oggettivo». Per il pm «Sarebbero bastati due colpi di remo di Forcellini e non sarebbe successo nulla». Invece il gondoliere ha tenuto un atteggiamento definito «arrogante», restando fermo al centro del canale e inducendo gli altri piloti a «manovre di variazione di rotta che dipendono dalla presenza di Forcellini. Non esiste altra causa dopo di lui che abbia provocato l’incidente». Sentenza il 18 dicembre.

Traffico in Canal Grande: videoreportage a bordo di un vaporetto


Il traffico acqueo. Nella sua requisitoria il pm, già titolare di un’inchiesta sul moto ondoso, ha parlato della pericolosità dell’area dell’incidente legata alla presenza di numerosi approdi: tre quelli di Actv, poi gli stazi di gondole e taxi, gli approdi delle chiatte. In quel punto sboccano due tra i rii più percorsi dalle gondole, quello di San Salvador e quello del Fontego. «È il posto più trafficato perché è il più attraente per i turisti». I consulenti del pm avevano rilevato in 10 ore di osservazione, il 2 settembre 2015, il transito di 1.607 mezzi di cui 219 vaporetti, 216 barche per il trasporto, 269 altre barche, 209 gondole e oltre 700 taxi: «Un sovraffollamento di mezzi in un’area che non li può reggere e che va a pregiudicare la sicurezza e la vivibilità». «La Procura continuerà a verificare, la situazione è di rischio costante», ha concluso il pm sottolineando i «controlli molto saltuari dei vigili». «È paradossale che a Venezia si vogliano contare i turisti, non le barche (il progetto del gps è stato bloccato dalla Provincia, ndr). Atri incidenti sono in agguato se non si toglie il sovraccarico di traffico commerciale e turistico».

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