«Tram, fiduciosi nel via libera finale del Ministero»

Incontro chiarificatore tra Avm e i responsabili dell’esercizio «Abbiamo fornito tutte le risposte richieste dai tecnici»
Di Mitia Chiarin
Foto Agenzia Candussi/ Baschieri/ Mestre, viale della libertà/ Il tram si ferma all'imbocco del ponte della libertà
Foto Agenzia Candussi/ Baschieri/ Mestre, viale della libertà/ Il tram si ferma all'imbocco del ponte della libertà

MESTRE. «La riunione con l’Ustif? Si è svolta in un clima disteso e collaborativo. Abbiamo fornito le risposte che l’Ustif ci chiedeva e avanzato proposte per il futuro. Adesso speriamo arrivi quanto prima la lettera che revoca il procedimento di sospensione». Giovanni Seno, direttore generale di Avm, assieme all’ingegner Elio Zaggia, direttore dell’esercizio del tram, era ieri mattina negli uffici dell’Ustif del Ministero dei Trasporti, sul Terraglio, per l’atteso faccia a faccia chiarificatore dopo la lettera di avvio del procedimento di sospensione dell’esercizio che ha messo tutti in allarme. A rappresentare l’Ustif c’era il direttore di Venezia, l’ingegner Antonio Defazio. L’Ustif aveva dato 7 giorni di tempo per relazionare sui problemi alla linea aerea di contatto del tram dei mesi scorsi, come i vari cali di tensione che hanno fermato le corse dopo il via all’esercizio per Venezia di settembre 2015. E poi ha dato 30 giorni di tempo per avere una relazione tecnica sul bullone, staccatosi nei giorni scorsi sul ponte tra Venezia e Mestre.

«Si tratta di procedimenti di carattere generale previsti dalla legge 241 del 1990 che il nostro ufficio attiva nel momento in cui qualcosa non va», ha precisato ieri il dottor Defazio. «Il nostro obiettivo non è quello di sospendere il servizio del tram ma di garantire la sicurezza del trasporto e di fare in modo che i gestori dell’esercizio scelgano le soluzioni migliori per evitare i problemi che emergono e relazionino per spiegare cosa è accaduto», ribadisce il dirigente.

Ieri del caso tram si è discusso anche in giunta, fa sapere l’assessore Renato Boraso: «Sindaco e giunta vogliono che il tram non si fermi. Garantita la tenuta dei bulloni e avuto le garanzie tecniche sulla tenuta della linea aerea di contatto, ribadiamo che il tram non si deve fermare. Dopo l’incontro all’Ustif e i chiarimenti forniti, siamo fiduciosi in una revoca del procedimento di sospensione».

Giovanni Seno ha relazionato personalmente al sindaco sulla situazione e il confronto con gli ingegneri dell’Ustif. E spiega: «Sul ponte della Libertà abbiamo già fatto sostituire tutti i bulloni con criticità lungo la linea aerea. Abbiamo fatto installare delle fascette di sicurezza per evitare qualsiasi ulteriore distacco della Lac e ora abbiamo previsto un monitoraggio con l’utilizzo di telecamere che andranno a tenere sotto controllo la linea e l’effetto degli agenti atmosferici. Chiediamo poi all’Ati (le imprese che hanno realizzato il progetto tram, ndr) risposte per risolvere altre criticità del sistema emerse, come l’appannamento dei vetri dei tram in caso di maltempo, e di attuare ulteriori verifiche», ribadisce Seno.

La partita con l’impresa si gioca anche su un altro tavolo: quello di Pmv con l’amministratore Flavio Zanchettin che non ha ancora chiuso il conteggio finale del contratto da 208 milioni di euro, visto che evidentemente ha qualcosa da ridire sui conti delle ditte. In corso è anche il collaudo conclusivo, che serve a fare emergere tutte le magagne.

«Il tram è un progetto innovativo e complesso. Paghiamo lo scotto di un’innovazione che va messa a punto», ribadisce Seno. «La lettera dell’Ustif va vista come un atto dovuto ma ribadisco che la sicurezza non è mai stata a rischio». Seno si dice speranzoso per la chiusura della contestazione in tempi veloci. «Il tram», conclude, «trasporta 42 mila persone al giorno e merita l’impegno di tutti. Ed è quello che stiamo facendo».

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