Tra i prigionieri dei cantieri alla Gazzera: «Non si vive più, dateci nuove case»

I residenti si sfogano: «Le fermate Sfmr non sono terminate, il quartiere è una discarica di siringhe. Siamo davvero stanchi»
Foto Agenzia Candussi/Chiarin/ Mestre, via Gazzera Alta/ Sopralluogo della zona con i residenti
Foto Agenzia Candussi/Chiarin/ Mestre, via Gazzera Alta/ Sopralluogo della zona con i residenti

MESTRE. Fine d’anno all’insegna della rabbia e dell’incertezza per i cittadini della Gazzera. Le ottanta famiglie strette tra i due passaggi a livello hanno accolto come una doccia fredda la notizia della liquidazione della Cotau e del fermo, di nuovo ai cantieri delle fermate Sfmr di Gazzera e via Olimpia. «Vent’anni che si parla di metrò e treni cadenzati e guardate in che situazione stiamo. Altro che opera prioritaria. Non si sa neanche quando ripartiranno i cantieri. Speriamo che stavolta intervenga, oltre alla Regione, Ferrovie dello stato», dicono i cittadini della Gazzera.

"Caro Luca Zaia, qua alla Gazzera la situazione è diventata invivibile"

Con loro siamo tornati tra i cantieri dell’intrico complicato che è il progetto delle due stazioni del servizio Sfmr. Una, quella della Gazzera a servizio della linea ferroviaria per Treviso. L’altra, quella di via Olimpia, a servizio della linea per Trieste. I residenti, che hanno seguito le tante modifiche al progetto modificato in corsa quando in Regione, anni fa, si sono accorti che le due fermate erano troppo vicine tra loro per consentire ai treni di fermarsi, mostrano lo stato dei cantieri, da ultimare ancora per il 30 per cento.

Una delle rampe ciclopedonali
Una delle rampe ciclopedonali

Spiccano le rampe di cemento dei percorsi ciclopedonali tra i due passaggi a livello in direzione della stazione della Gazzera che avrà collegamenti per bici e pedoni verso via Trento e via della Montagnola e il percorso stradale, tutto da terminare da via Porto Rose. Da finire è anche la strada di collegamento al sottopasso per le auto che crea un collegamento tra via Brendole e la rotatoria della Cipressina, da via Gazzera Bassa a fianco delle strade di servizio di Cav a fianco della tangenziale. Un dedalo di percorsi e cemento che non è ancora terminato e a cui oggi tutti i residenti della zona guardano con apprensione. Ambra Maggia, Rosanna Dalmoro e gli altri residenti sono stanchi: «Viviamo tra due passaggi a livello che ogni dieci minuti sono chiusi perché passano i treni , soprattutto i merci, e se arriva una ambulanza sono problemi perché rischia di rimanere anche venti minuti ferma davanti alle sbarre», dicono. «Viviamo in mezzo all’inquinamento atmosferico e acustico e siamo dimenticati da tutti. Come vedete abbiamo i cantieri Sfmr di nuovo fermi. Ci sono rampe allagate e nessuno se ne cura. E nel frattempo questa zona diventa una discarica di immondizie, che vengono a scaricare da fuori, e di siringhe, perché qui vengono i tossicodipendenti a consumare droga. Di arredo urbano decente non ne vediamo da anni. Anzi, si rompe anche l’asfalto».

L'accesso al cantiere di via Porto Rose
L'accesso al cantiere di via Porto Rose

Altri ricordano: «Il valore delle nostre case si è svalutato di molto. Nel 1996, quando siamo venuti qui ad abitare, la situazione non era questa e non era manco previsto il progetto delle due stazioni che oggi, quando e se sarà finito, vedrà la chiusura dei sottopassi. Noi, senza alternative, saremo intrappolati». Le case hanno perso valore, ricordano Ambra e la signora “Rosi”.

Sfmr, Gazzera e via Olimpia: incubo stazioni incompiute
Il cantiere per la realizzazione della stazione della Sfmr alla Gazzera

«Oggi le vendi per massimo 50 mila euro. Vale la pena? No. E chi le compra? Solo famiglie di immigrati con il rischio di creare qui un ghetto sociale. Noi aspettiamo una proposta, dopo quel progetto della precedente giunta cancellato dal sindaco, per avere una casa altrove. Ma anche altri sindaci, Cacciari o Costa, hanno promesso. Invano. Le palazzine a fianco dei binari possono essere acquisite per creare alberghi per lavoratori o servizi per viaggiatori. Ma a noi va garantita una casa altrove perché vivere qui è diventato insostenibile», dicono. Con loro, a testimoniare il malcontento ci sono Nadi Pettenò dello Spi Cgil e Loredana Serafini dell’associazione “Alveare” che chiedono che la Gazzera abbia l’attenzione della politica. «Dopo la visita della commissione nazionale Periferie, questa zona merita di entrare in un progetto finanziato dal bando 2018. Lo chiederemo alla giunta comunale. E chiediamo a De Martin un confronto anche sul progetto, anch’esso cancellato, della nuova piazzetta della Gazzera», ricordano. Alla fine i cittadini lanciano un appello al governatore Zaia: «Questa situazione non ci va bene: i cantieri sono di nuovo fermi ma sono vent’anni che va avanti questa storia. Trovate una soluzione e trasferiteci altrove».
 

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