Tra Comune e Curia accordo per salvare la torre campanaria

Portogruaro. Positivo il confronto in Prefettura sul “nodo” della proprietà: piano di lavoro concordato tra i due enti

PORTOGRUARO. Torre Civica Campanaria, quattro punti di accordo tra Comune, Curia e Prefettura. Il bilancio dell’incontro avvenuto a Venezia mercoledì pomeriggio ha sancito infatti la volontà di collaborazione tra le parti interessate alla tutela e alla salvaguardia del campanile del duomo di Sant’Andrea, in un contesto dove non sono mancate polemiche e prese di posizione, a partire dal gruppo “Centro Sinistra Più Avanti Insieme” con i quattro consiglieri comunali Marco Terenzi, Irina Drigo, Vittoria Pizzolitto e Roberto Zanin.

All’incontro in Prefettura hanno preso parte il sindaco di Portogruaro, Maria Teresa Senatore, con alcuni tecnici e l’assessore ai Lavori pubblici Angelo Morsanuto, quindi don Orioldo Marson, vicario all’economo della Diocesi, il geometra Franco Marzola per la parrocchia di Sant’Andrea Apostolo, un tecnico dell’Università di Trento, un funzionario dei vigili del fuoco di Mestre e un tecnico della Città Metropolitana di Venezia.

I punti di accordo tra le parti, stando ad una nota del Comune, vertono innanzitutto sulla verifica della congruità del progetto di messa in sicurezza in relazione ai dati di monitoraggio. Quindi è stato deciso di cercare insieme i finanziamenti, giungere al più presto alla definizione di un piano di prevenzione per la sicurezza con l’utilizzo dei dati di monitoraggio e avviare infine un confronto sul titolo della proprietà.

«Valutiamo positivamente», dicono i quattro consiglieri di minoranza Terenzi, Drigo, Pizzolitto e Zanin, «il confronto organizzato in Prefettura. Da tempo abbiamo sostenuto l'inutilità della prova di forza, portata avanti dalla sindaca Senatore, circa le controversie e le diatribe sulla proprietà della Torre, che affonda le sue radici in secoli di storia. Non ha alcun senso perdere tempo in contestazioni fondate su basi incerte, tanto più se esistono numerosi documenti che attestano la proprietà a favore del Comune, così come l’avvenuta attestazione di bene monumentale, che rende l’immobile in sé inalienabile. In ogni caso l'aleatorietà e l’incertezza che caratterizzano la vicenda della proprietà avrebbero dovuto portare l'amministrazione comunale ad azioni equilibrate. C'è infatti un interesse generale di natura pubblica che riguarda sia il Comune che la Parrocchia. Lo stesso interesse e lo stesso obiettivo comune che avevano portato nel 2011 a stipulare una convenzione tra le due istituzioni, a partire dalla necessità e urgenza degli interventi di consolidamento».

Alessio Conforti

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