Torna l’acqua alta servono due milioni per isolare l’ingresso di San Marco

VENEZIA. «Non è possibile che quando le dighe mobili cominceranno ad alzarsi, tra i 110 e e 115 centimetri sul medio mare, il nartece della Basilica di San Marco (il prezioso ingresso con il pavimento in mosaico, ndr) continui invece a essere sommerso dall’acqua, perché in questa parte della città e nel nartece in particolare, si va sotto già a quota 65 centimetri. Per questo speriamo che il nuovo presidente del Provveditorato alle opere pubbliche Roberto Linetti, che ho incontrato anche ieri, ci dia una mano a realizzare il nostro progetto di impermeabilizzazione». Il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, formula questo auspicio proprio nella giornata di ieri in cui si è registrata la prima acqua alta dell’anno a Venezia, con una massima di 103 centimetri alle 10,40 del mattino e in cui Piazza San Marco - compreso il nartece - è stata completamente allagata.
E anche al Provveditorato - come aveva già dichiarato un importante dirigente come l’ingegner Fabio Riva, alla presentazione del progetto di impermeabilizzazione del nartece marciano - si pensa con terrore alla prima volta che si alzeranno le paratoie del Mose e Piazza San Marco sarà comunque sott’acqua, con le immagini faranno il giro del mondo e l’impressione che non si sia fatto nulla. «Come cittadino trovo inaccettabile che attivando il Mose a quota 100, avremmo comunque in piazza San Marco 40 centimetri d’acqua, 50 se sarà a 110», ha già dichiarato in proposito l’architetto Mario Piana, proto di San Marco e coautore del progetto per mettere all’asciutto la Basilica per almeno il 70% delle volte.
VIDEO: un milione per iniziare, due per tutto il progetto
Il progetto è stato messo a punto, oltre che dall’architetto Piana, dall’ingegner Paolo Campostrini e i test già eseguiti dimostrano che è realizzabile. Consiste nell’isolare con delle valvole i canali di uscita e gli scoli dell’acqua piovana che in caso di marea sostenuta portano all’interno l’acqua dai tombini. In questo modo si recupererebbero almeno 20 centimetri, in attesa degli interventi di isolamento sulla superficie della Piazza. Vuol dire ridurre le acque alte dentro la Basilica del 70%. Invece di andare sotto a 65 e dunque anche in condizioni di marea normale, l’acqua entrerebbero solo dopo aver superato gli 85. Trenta volte all’anno e non più 200; 200 ore invece di 900.
Costo, meno di due milioni di euro, di cui però la la Procuratoria di San Marco non dispone. Un intervento low cost, considerando i costi del Mose che sfiorano i cinque miliardi e mezzo di euro. Il nartece della Basilica, a quota 65 centimetri sul medio mare, viene allagato almeno 200 volte in un anno, per un totale di 900 ore. In un anno il nartece della Basilica potrebbe essere messo all’asciutto e la richiesta, appunto, è che lo Stato di faccia carico dei costi dell’intervento. Del progetto presentato nel 1998 per l’isolamento di Piazza San Marco (costo allora circa 100 miliardi di lire, 50 milioni di euro), ne è stato realizzato solo uno stralcio. Il rialzo del Molo con la pavimentazione della Piazzetta. Acque alte ridotte ma non eliminate. (e.t.)
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