Torna il “Nuovo Trionfo” ecco l’ultimo trabaccolo

VENEZIA. Toccherà nuovamente l’acqua martedì 26, dopo due anni di lavori: ma per tornare davvero a navigare, il Nuovo Trionfo - l’unico trabaccolo della marineria veneziana d’inizio Novecento rimasto in laguna - verrà prima “autoaffondato”, per permettere al suo fasciame di ritrovare la giusta umidità e gonfiarsi.
Quello di martedì 26 sarà così un varo tenico. L’appuntamento è alle 14 al cantiere di Luca Casaril, a Cannaregio, dove in questi anni è stata completamente sostituita l’opera viva dell’antica imbarcazione, la parte dello scafo a contatto con l’acqua: il secolare scheletro in legno ormai marcio del trabaccolo e stato sostituito con un nuovo, iniziando dal paramezzale, potente colonna dorsale della barca.
«Martedì procederemo al varo e al trasferimento nella vicina darsena del Provveditorato alle Opere pubbliche, che ringraziamo per l’ospitalità», racconta Massimo Gin, presidente dell’associazione Il Nuovo Trionfo, «qui, con delle pompe d’acqua, si procederà all’autoaffondamento controllato: dopo due anni a secco, è un’operazione necessaria per gonfiare il legno dello scafo. Invitiamo tutti a prestare ancor più attenzione e andare piano, se passando in barca assisteranno al trasferimento, perché non è facile manovrare un’imbarcazione così grande, ancora senza motore né timone».
Il Nuovo Trionfo è stato salvato grazie ad un poderoso restauro finanziato da centinaia di piccole e grandi donazioni. Un recupero quasi visionario, fortissimamente sostenuto dalla passione e determinazione di oltre 140 soci-proprietari: ma la raccolta fondi prosegue, perché i lavori non sono finiti. L’imbarcazione, infatti, resterà semisommersa per circa due settimane, poi verrà nuovamente alata in cantiere, per concludere le lavorazioni mancanti: fasciame opera morta (la parte emersa dello scafo), pitture, motore impianto elettrico. Quindi il varo definitivo, in programma - se tutto va come deve andare - per fine ottobre: «Tra un’operazione e l’altra, contiamo sia tutto pronto per la Madonna della Salute».

«Si tratta di un intervento imponente, per il quale abbiamo acceso un mutuo di 100 mila euro», prosegue Massimo Gin, «finora siamo riusciti a pagare regolarmente i 7500 mila euro di rata mensile: invitiamo tutti a sostenere quest’opera di recupero di una tradizione veneziana che rischiava di scomparire. Vogliamo che il trabaccolo diventi una nave-scuola sulla rotta che compiva un tempo per trasportare la merce, tra Venezia e l’Istria e per far conoscere la laguna, come abbiamo già fatto con centinaia di bambini negli anni».
«Per scelta», aveva già spiegato Gin, «abbiamo voluto affidare il Nuovo Trionfo ad un cantiere veneziano - come quello di Luca Casaril - per sostenere la cantieristica veneziana, per un restauro assolutamente filologico e perché questo trabaccolo è un patrimonio di tutta la città, perderlo significherebbe uccidere una parte della storia di Venezia: dalla fine dei Seicento fino alla Guerra Mondiale il bacino di San Marco era pieno».
Per info e contributi www.ilnuovotrionfo.it, telefono 3487340246. Si può contribuire in molti modi: dai 50 euro dell’iscrizione con libro-racconto, ai 100 con tour in laguna, 500 con disponibilità della barca per 20 persone, fino ai 1000 euro della quota che dà diritto al proprio nome sull’albero maestro e la barca per 40 persone.
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